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Restauro

Ferrara

L’epicentro al centro

Il recupero dopo il sisma al XXI Salone dell’arte del restauro

Frammento superstite dell'orologio della Torre dei Modenesi di Finale Emilia, crollato con il sisma del 20 maggio 2012. La foto compare sulla pagina Facebook del Salone del Restauro

Ferrara. Se l’edizione dello scorso anno del Salone dell’arte del restauro e della conservazione dei Beni culturali e ambientali aveva per tema centrale lo stato dei beni  colpiti dal sisma del maggio 2012, la XXI edizione, in programma negli spazi della Fiera ferrarese dal 26 al 29 marzo, è incentrato sui problemi di recupero dei beni lesionati: centinaia di workshop, incontri, conferenze e mostre approfondiscono gli aspetti scientifici delle svariate e spesso assai delicate operazioni necessarie. Gli organizzatori, lo studio Acropoli di Bologna, in collaborazione con la Direzione regionale dell’Emilia-Romagna del Mibact, hanno annunciato le principali linee guida dell’evento: «È previsto, spiega il capoprogetto del Salone del restauro Carlo Amadori, un padiglione interamente dedicato alla ricostruzione post-terremoto. Realizziamo l’evento in collaborazione con la Piattaforma Costruzioni della Rete Alta Tecnologia Emilia-Romagna, la Direzione regionale e il Dipartimento di Architettura di Ferrara che ha permesso una maggiore aggregazione di professionalità finora meno coinvolte: architetti, ingegneri, tecnici e relativi ordini professionali nonché il sistema delle imprese a essi collegate. Avremo occasione di discutere sull’importanza della diffusione di una cultura del restauro che dal punto di vista architettonico sia in grado di attualizzare il bene culturale danneggiato dando a esso nuovi significati vitali sia per l’edificio stesso sia per l’intero contesto urbano e sociale in cui è inserito. Proponiamo per i centri colpiti dal sisma una sorta di “Comunità dei Comuni” che generi una linea condivisa di saperi conoscitivi, gestionali, tecnologici e operativi, di metodologie di analisi e ricerca tipologica, architettonica e
paesaggistica
».
Sono previsti anche focus dedicati a modelli di intervento, analisi dei materiali innovativi e normative, che faranno il punto della situazione italiana del comparto di restauro in rapporto con quanto avviene nel subcontinente indiano e nell’America Latina. L’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro illustrerà i propri progetti internazionali, la Direzione Generale per gli Archivi presenterà le linee guida per la prevenzione dei disastri e la reazione alle emergenze, mentre la Direzione generale al Paesaggio approfondirà il tema delle verifiche di vulnerabilità sismica come strumento di salvaguardia del patrimonio culturale.
L’Opificio delle Pietre Dure di Firenze ha organizzato il convegno «Da Donatello a Piero Manzoni. I restauri dell’Opificio tra antico e contemporaneo» che presenterà alcuni interventi recenti della scuola statale, nonché i problemi sollevati dalla vasta gamma di materiali spesso particolarmente deperibili adottati nell’arte contemporanea. Un’iniziativa specifica è dedicata all’antica tecnica della realizzazione di opere in commesso di pietre dure.
Il 26 marzo è inoltre prevista la premiazione della quarta edizione del premio internazionale di restauro architettonico Domus Restauro e Conservazione Fassa Bortolo: una giuria presieduta da Giovanni Carbonara, direttore della Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del paesaggio della Sapienza di Roma, tra il centinaio di partecipanti provenienti da molte nazioni individuerà alcuni progetti di riqualificazione meritevoli di riconoscimento. Spiega ancora Amadori: «Per l’edizione del 2014 l’obiettivo del Salone è quello di dimostrare ulteriormente quanto sia stretto il legame tra restauro e ricerca, quanto il restauro sia un reale e potente fattore di innovazione, quanto la metodologia e gli strumenti del restauro possano essere veicoli di diffusione dell’eccellenza italiana nel mondo. Crediamo sia anche importante l’esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato in grado di favorire coprogettazioni culturali al fine di irrobustire all’interno del Paese la filiera di produzione tecnico-scientifica e imprenditoriale legata al restauro».

Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014



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