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Le relazioni pubbliche di Winogrand

Ampia retrospettiva del maestro americano con molti inediti

Garry Winogrand, «Metropolitan Opera, New York City», ca 1951. © The Estate of Garry Winogrand, courtesy Fraenkel Gallery, San Francisco

Washington. John Szarkowski, direttore del Museum of Modern Art di New York dal 1961 al 1992, definì Garry Winogrand «il fotografo più importante della sua generazione», capace di esplorare al massimo delle sue capacità il mondo attorno a sé, abbandonando la propria «comfort zone», in un certo senso scomparendo per lasciare il campo soltanto al soggetto rappresentato. Conosciuto per il suo lavoro di «street photographer» ritrasse il cuore dell’America degli anni ’60 e ’70, una società dalle potenzialità immense, ma sul punto di perdere il controllo di se stessa. Winogrand è particolarmente noto per il lavoro su New York negli anni ’60 ma viaggiò per l’intero Paese, dalla California al Texas, fino a Miami e Chicago. Il suo spiccato senso dell’umorismo e il suo spirito ottimista si fondono con una realistica ansia per il futuro del Paese nell’intenso arco di tempo che va dal dopoguerra alla guerra in Vietnam. Winogrand fu attento alle questioni etico-sociali. Nelle serie del Bronx Zoo e dell’Acquario di Coney Island osservò le similitudini negli atteggiamenti tra gli umani e gli animali.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Viviana Bucarelli, da Il Giornale dell'Arte numero 340, marzo 2014

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