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Dieci anni con Marilyn

Non deve stupire se, pensando al lavoro di Eve Arnold, le prime immagini che vengono in mente sono quelle scattate a Marilyn Monroe sul set di «The Misfits». Questo nulla toglie al rigore di una visione documentaria da molti definita umanista, tanto che l’intensità di quell’incontro, durato dieci anni spesi a ritrarre la malinconia inquieta dietro il mito hollywoodiano, racconta bene la sua curiosità senza confini per le persone e per la vita. E forse non è solo per una triste vicenda personale che la Arnold si incanta a riprendere i primi attimi dei neonati, ma perché in quel venire al mondo riconosce un mistero che il suo obiettivo va a cercare ogni volta che incrocia lo sguardo degli altri, siano leader politici o prostitute cubane, diseredati o star, emigrati o Jackie Kennedy. Nata a Filadelfia, comincia a fotografare nel 1946 a New York, dove frequenta la New School of Social Research e segue i corsi di Alexey Brodovitch. È allora che passa mesi nei locali e nelle chiese di Harlem a riprendere le sfilate con le modelle e i loro abiti fatti in casa, in una serie che le apre le porte dell’agenzia Magnum, dove nel 1957 è la prima donna a essere ammessa come membro.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Chiara Coronelli , da Il Giornale dell'Arte numero 339, febbraio 2014

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