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Di HCB non ce n'è uno solo

A Parigi la prima grande retrospettiva europea dedicata al fotografo del «momento decisivo». Anche a colori

Henri Cartier-Bresson, corsa ciclistica «La 6 giorni di Parigi», velodromo d'inverno, Parigi, Francia, novembre 1957. Collezione Fondation Henri Cartier-Bresson, Paris © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos, courtesy Fondation Henri Cartier-Bresson

Parigi. «Non c’è uno solo, ci sono diversi Cartier-Bresson. É un personaggio complesso, che ha fatto scelte contraddittorie. Bisogna restituire questa complessità»: è questo l’aspetto su cui insiste di più Clément Chéroux, conservatore per la fotografia al museo d’Arte Moderna del Centre Pompidou, e curatore della mostra «Henri Cartier-Bresson» (fino al 9 giugno), realizzata in collaborazione con la fondazione che il fotografo aprì a Parigi nel 2003.
È la prima grande retrospettiva in Europa dedicata al lavoro del celebre reporter, teorico dell’«istante decisivo» e tra i fondatori, nel 1947, dell’agenzia Magnum, a dieci anni dalla sua morte, a 95 anni, il 3 agosto 2004 a Montjustin, un pittoresco paesino del Sud della Francia. Per ripercorre la sua lunga carriera, è stato scelto un approccio storico e cronologico, con più di 500 documenti in mostra, tra cui circa 350 scatti. Dalle prime prove ...

Luana De Micco, edizione online, 17 febbraio 2014

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  • Henri Cartier-Bresson, Camagüey, Cuba, 1963. Collezione Fondation Henri Cartier-Bresson, Paris. © Henri Cartier-Bresson / Magnum Photos, courtesy Fondation Henri Cartier-Bresson
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