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Vernissage

Roma

Bella, bellissima, anzi italiana

Al MaXXI sfilano i protagonisti del ventennio cruciale per lo stile nostrano: da Biki alle Sorelle Fontana, da Gattinoni a Valentino

«Damigella» (1957) di Salvatore Ferragamo, realizzato per Sophia Loren. Foto Christofer Broadbent

«Bellissima» è il titolo dal sapore cinematografico viscontiano della retrospettiva che il MaXXI dedica alla nascita dell’alta moda italiana in un periodo compreso tra il 1945 e il 1968, a cura di Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo, Stefano Tonchi (main partner, Bulgari).
Dopo l’evento del V&A di Londra dedicato al glamour italiano (cfr. Vernissage n. 158, apr. ’14, pp. 20-21), Roma replica con una mostra che vuole essere un focus sugli anni cruciali per la definizione di uno stile propriamente italiano nella moda contemporanea, grazie al lavoro di alcuni nomi che sono ormai figure leggendarie della storia della moda del XX secolo. In mostra sfilano dal 2 dicembre al 3 maggio creazioni di Simonetta (Simonetta Colonna di Cesaro Visconti), Carosa, Alberto Fabiani, le Sorelle Fontana, Emilio Schuberth, Roberto Capucci, Jole Veneziani, Germana Marucelli, Emilio Pucci, Irene Galitzine, Gattinoni, Eleonora Garnett, Mingolini-Guggenheim, Valentino, Biki, Gigliola Curiel e Mila Schön, tutti protagonisti, a diversi livelli, della gloriosa stagione di sfilate che il marchese Giovanni Battista Giorgini organizza e promuove a Firenze dal 1951 al 1965, vero e proprio momento di affermazione internazionale del made in Italy in età contemporanea. Non va però dimenticato che la consacrazione della moda italiana di quegli anni viene preparata da almeno un ventennio di grandi investimenti per promuovere lo stile italiano: nel 1932 nasce a Torino l’Ente Autonomo per la Mostra Permanente della Moda e nel 1935 l’Ente Nazionale della Moda. Nel 1936 Salvatore Ferragamo crea a Firenze la prima scarpa con la suola ortopedica che, nel giro di poco tempo, diventa una foggia molto popolare per il sandalo femminile, mentre a Roma, nel 1943, le Sorelle Fontana (Zoe, Micol e Giovanna) aprono la loro sartoria in via Liguria, diventando in pochi anni un punto di riferimento internazionale per lo stile italiano. Nel 1949 le Sorelle Fontana realizzano l’abito di nozze di Linda Christian per il suo matrimonio con il divo hollywoodiano Tyrone Power celebrato a Roma e, grazie alle fotografie apparse sui rotocalchi di tutto il mondo, l’attenzione del jet set internazionale per lo stile italiano si fa sempre più forte. La sfilata organizzata a Firenze da Giorgini il 12 febbraio 1951 rappresenta quindi la consacrazione definitiva dell’Italian Look, con una platea composta prevalentemente da compratori americani. L’affermazione internazionale della nuova moda italiana passa infatti principalmente dalla conquista del mercato americano, sedotto da eventi, sfilate e mostre che, a partire dal 1950, si susseguono con un calendario fittissimo: «Italy at Work. Her Renaissance in Design Today» è la mostra aperta al Brooklyn Museum (30 novembre 1950-31 gennaio 1951) con oltre 2.500 pezzi; «Italy-in-Macy’s, U.S.A.» (10-26 settembre 1951) viene allestita nei magazzini Macy’s di New York. Inoltre, nel 1954 le Sorelle Fontana presentato la loro nuova collezione a bordo dell’«Andrea Doria» a New York, mentre il 20 febbraio 1956 Giorgini sbarca a New York dal transatlantico «Cristoforo Colombo» con otto contesse italiane, protagonista della celebre Fashion Cruise del Transatlantico della Moda, in cui ogni donna rappresentava e vestiva uno stilita: Lorian Gaetani Lovatelli per Antonelli, Maria Teresa Siciliana di Rende per Schuberth, Consuelo Crespi per Fabiani, Diamante Capponi Cornaggia Medici per Veneziani, Mita Corti Colonna di Cesarò per Carosa, Kiki Brandolini d’Adda per Marucelli, Barbara Biscaretti di Ruffia per Capucci e Jacqueline Borgia per Simonetta. L’arrivo a New York è sensazionale, con flash ed eventi mondani che coinvolgono anche Salvador Dalí, Marilyn Monroe ed Elsa Maxwell, cronista del pettegolezzo hollywoodiano. È una girandola di ribalte televisive: quelle del «Dave Garroway Show» (23 milioni di spettatori), di «Home» (11 milioni), del «Jack Parr Show» (10 milioni), dell’«Igor Cassini show» (14 milioni). Nel giro di pochi anni nasce un vero sistema organizzato della moda italiana: nel 1952 il governo italiano mette a disposizione della moda Palazzo Pitti per le sfilate, Palazzo Strozzi per gli affari e i giardini di Boboli per i ricevimenti: Firenze diventa così il centro della moda italiana. Nel 1953 nasce poi il Sindacato Italiano Alta Moda (Siam), fondato da Emilio Schuberth con alcuni dei grandi nomi della moda dell’epoca, mentre a Roma nel 1958 viene fondata la Camera sindacale della Moda italiana. «Bellissima» racconta di questi anni e attraverso abiti, accessori e gioielli in dialogo con opere d’arte rammenta la Roma protagonista del Giubileo del 1950 e delle Olimpiadi del 1960, la città del cinema e dei divi hollywoodiani, di via Veneto e della Dolce Vita, ma anche i paesaggi italiani di Torino, Milano, Firenze, Venezia e Napoli. Tra i pezzi più rappresentativi di questo racconto vi sono l’abito in pizzo bianco disegnato da Fernanda Gattinoni per Ingrid Bergman nel film «Europa 51» (Roberto Rossellini, 1952), quello in seta nera, sempre di Gattinoni, indossato da Anna Magnani nell’episodio di «Siamo donne» (Luchino Visconti, 1953) che la vede protagonista. E poi un abito da red carpet realizzato dalle Sorelle Fontana per Liz Taylor (1954) e uno degli scintillanti abiti di Mina disegnati da Fausto Sarli negli anni Sessanta per il programma televisivo «Studio Uno».
Infine, a sottolineare il legame tra arte e moda che ha profondamente segnato quegli anni, in mostra figurano dipinti, arazzi, ceramiche e sculture di Lucio Fontana, Alberto Burri, Paolo Scheggi e Massimo Campigli, Carla Accardi e Giuseppe Capogrossi, testimonianza della sperimentazione e della grande vitalità creativa di un’epoca eccezionale. Per la serata dell’inaugurazione, Vanessa Beecroft ha ideato la performance «VB74» sul tema dell’identità femminile.

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Good look

Massimiliano Capella, da Il Giornale dell'Arte numero 348, dicembre 2014


  • «Azalea Rosa» (1961) di Roberto Capucci. Foto Claudia Primangeli; Archivio Storico Fondazione Roberto Capucci
  • Modelle con abiti De Gasperi Zezza,  Fernanda Gattinoni e Sorelle Fontana alle Terme di Diocleziano nel 1948. Foto Pasquale De Antonis, 1948
  • «Figure femminili» (1949) di Massimo Campigli. Galleria Nazionale d’Arte Moderna; Foto Silvio Scafoletti
  • Una modella con un abito delle Sorelle Fontana nel 1952 ai Musei Capitolini davanti alla mano della statua monumentale di Costantino I. Foto Regina Relang, 1952
  • «Figure femminili» (1949) di Massimo Campigli. Galleria Nazionale d’Arte Moderna; Foto Silvio Scafoletti
  • Una creazione Sorelle Fontana del 1957 per Palma Bucarelli.
  • Una modella con un abito Sorelle Botti  nel 1947 accanto al «Ritratto di Paolina Bonaparte come Venere vincitrice» di Antonio Canova alla Galleria Borghese di Roma. Foto Pasquale De Antonis, 1947

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