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Archeologia

Catania

I falsi che ingannarono Mussolini

Nel nuovo Museo Archeologico anche le «patacche» del duce

Catania. Giovani archeologi volontari e molti studenti sono al lavoro nelle sale del nuovo Museo Archeologico Universitario della città: attivissimi i bambini che colorano con cura e fantasia i pannelli e sono coinvolti nei programmi didattici. Una storia travagliata quella del museo, iniziata nel 1898 quando Paolo Orsi, direttore del Museo Archeologico di Siracusa, dona all’Università di Catania dieci vasi degli scavi di Megara Hyblaea per realizzare il primo museo didattico della città. Passano 99 anni e nel 1997 il progetto è finalmente pronto, ma poi tutto si ferma fino a oggi. I lavori nell’ottocentesco Palazzo Ingrassia, compresi restauro dei reperti, schedature, catalogazione ecc. grazie ai volontari sono costati poco: 100mila euro. Il museo aprirà al pubblico entro dicembre. Gran parte dei 400 pezzi esposti proviene dalla collezione di Guido Libertini, archeologo e rettore dell’Università negli anni Cinquanta. «La situazione gridava vendetta.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Tina Lepri, da Il Giornale dell'Arte numero 348, dicembre 2014


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