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Antiquari

Modì: la scultura batte i dipinti

© Sotheby’s

Amedeo Modigliani, «Tête», 1911-12
Venduto per 56,6 milioni di euro
(stima intorno ai 36 milioni di euro)
Sotheby’s, 4 novembre

Modigliani, che aveva scolpito questa «Tête» da un blocco di pietra calcarea recuperato in un cantiere edile parigino, è più conosciuto per i suoi dipinti che per le sue rare sculture; delle 25 teste che realizzò, meno di dieci sono ancora in mani private. Tre clienti collegati al telefono si sono contesi questo lotto. Si tratta di una delle «primissime opere che risentono dell’influenza delle teste africane, e assumono la forma elaborata destinata a influenzare Brancusi», dichiara Nicholas Maclean della galleria privata Eykyn Maclean. L’opera era coperta da garanzia e ha fissato un nuovo record per l’artista, superando con i 70,7 milioni di dollari dell’aggiudicazione i 69 pagati nel 2010 per il dipinto «Nu assis sur un divan (La belle romaine)», del 1917. «Il mercato ha rivalutato la grande scultura negli ultimi anni», dice Simon Shaw, condirettore del dipartimento di arte impressionista e moderna di Sotheby’s.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

J.H. , da Il Giornale dell'Arte numero 348, dicembre 2014


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