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Fulmini e saette

Digione (Francia)

Bon ma ingannevole

© Musée des Beaux-Arts de Lyon / photo Alain Basset

Insieme a Charles de la Fosse, Jean Jouvenet, Antoine Coypel e Louis de Boullogne (suo fratello minore), Bon Boullogne (nato in una famiglia di pittori: il padre, il fratello e due sorelle furono membri dell’Académie Royale) fu uno dei grandi pittori a tema storico della fine del regno di Luigi XIV, ma sicuramente il meno noto e il meno studiato tra i cinque. «Voler dedicare una mostra a un artista di cui la maggior parte delle opere è scomparsa è come accettare una scommessa», sottolinea François Marandet, storico dell’arte e curatore della mostra «Bon Boullogne (1649-1717). Un chef d’école au Grand Siècle», allestita al Musée Magnin dal 5 dicembre al 5 marzo. Non solo infatti lo stesso Boullogne «preparò la dissoluzione di parte della sua opera», spiega Marandet, ma è anche noto che l’artista del Re Sole «imitò i pittori di diverse scuole, realizzando talvolta vere e proprie contraffazioni, capaci di ingannare persino i fini conoscitori. Tuttavia, anche al di là dei pastiche, aggiunge il curatore, l’opera di Bon Boullogne appare spesso proteiforme».
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 348, dicembre 2014


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