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Mostre

Milano

Fotosintesi Condorelli

All’HangarBicocca la multiforme artista italo-francese, critica, curatrice e insegnante

Céline Condorelli, «The Weird Charismatic Power That Capitalism Has For Teenagers (to Johan Hartle)», 2014.  Photo Mike Cooter; Courtesy the artist

È multiforme il talento di Céline Condorelli, quarantenne artista italo-francese e londinese d’adozione, la cui pratica oscilla tra scultura, architettura e design, e a cui affianca una costante attività critica e d’insegnamento. «bau bau» (a cura di Andrea Lissoni), visitabile all’HangarBicocca dall’11 dicembre al 10 maggio, è la sua prima mostra personale in Italia, in una città la cui storia e tradizione costituiscono una grande fonte d’ispirazione per i suoi lavori.
Céline Condorelli, come sarà la sua mostra all’HangarBicocca?
La mostra, la mia prima retrospettiva, è concepita come un percorso lungo il quale il visitatore incontra una sequenza di opere, un cammino capace di estendere i confini dello spazio espositivo all’esterno, nello specifico l’area della Bicocca e la sua storia industriale. Una corrente d’aria attraversa lo spazio, rendendolo più vivo; qui convivono sculture e oggetti animati e inanimati, che si nutrono e si sostentano l’un l’altro. È il caso, ad esempio, della luce che nutre le piante in un lavoro intitolato «A Bras le Corps (to Amalia Pica)».
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Federico Florian, da Il Giornale dell'Arte numero 348, dicembre 2014


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