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Opinioni & Documenti

Punta Ala (Grosseto)

Il Comune deturpa se stesso

Il nuovo Regolamento urbanistico prevede trasformazioni invasive su un territorio vincolato

Dagli anni Sessanta tutto il promontorio in cui sorge Punta Ala è sottoposto a vincolo di interesse pubblico per la qualità e il valore della vegetazione mediterranea, per la bellezza del paesaggio e la varietà panoramica. In questo promontorio, nel 1963 è stato progettato e realizzato da due importanti architetti italiani, Ludovico Quaroni e Roberto Maestro, il piano urbanistico che comprende vari nuclei di ville, inserite nel contesto naturale rispettosi della vegetazione esistente, e il Comparto Gualdo, un’area lottizzata di circa 20 ettari adibita a zona residenziale che avrebbe rappresentato il Centro Civico di Punta Ala. Il progetto prevedeva in maniera dettagliata il tipo di architettura degli edifici, l’ubicazione dei nuclei abitativi, tutte le infrastrutture, la viabilità pedonale e meccanizzata e la destinazione delle aree verdi di uso comune. Nei successivi 35 anni il piano urbanistico è stato portato a termine con la realizzazione di ville di pregio, progettate da architetti illuminati, e di tutti gli edifici, i servizi, le aree verdi comuni.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Associazione Tutela di Punta Ala Il presidente del Consiglio direttivo, avv. Marco Minoli, da Il Giornale dell'Arte numero 348, dicembre 2014


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