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L’ossessione di Stanley Brouwn sono le misurazioni, le direzioni e le dimensioni: nello specifico, la distanza tra un punto A e un punto B, tra il proprio corpo e un oggetto nello spazio, tra la posizione di partenza e quella di arrivo in un percorso. I lavori di Brouwn (1935), artista surinamese di stanza ad Amsterdam, si rifanno, a partire dagli esordi negli anni Sessanta, a un Concettualismo rigoroso e intransigente, tale da rinunciare alla dimensione materiale dell’oggetto. Un artista dall’attitudine stoica, inflessibile, capace di resistere alle tentazioni dell’immagine e della materia, tanto da vietare espressamente persino la documentazione fotografica delle proprie opere. Parole e ricordi sono tutto quel che resta dei suoi lavori passati. Fino al 17 gennaio Massimo Minini ospita per la prima volta una personale di questo artista discreto e misterioso, autore della nota serie di disegni «This Way Brouwn», per cui egli domandava ai passanti di tracciare su un foglio di carta il percorso da un punto all’altro della città di Amsterdam.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

F.Flo. , da Il Giornale dell'Arte numero 348, dicembre 2014


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