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Torino

Qui le idee sono promosse

Dopo vent’anni di galleria, Pinuccia Sardi riparte con una Fondazione che finanzia progetti artistici

Pinuccia Sardi Cagnucci nella sede della Fondazione Sardi per l'Arte

Torino. La città, che nonostante le difficoltà, resta una piazzaforte italiana dell’arte contemporanea, ha perso una galleria e ha guadagnato una fondazione: «Era un desiderio di lunga data che però non si è potuto concretizzare sino a quando è rimasta attiva la Carlina», spiega Pinuccia Sardi Cagnucci, ex titolare di una delle più note gallerie torinesi, fondata nel 1994 e chiusa poco prima di compiere il ventesimo compleanno. La causa? «Un calo di motivazioni», spiega la Sardi Cagnucci, che prima della Carlina ha svolto una lunga attività di editrice d’arte alla guida di Grafica Internazionale, e che ora presiede la Fondazione Sardi per l’Arte. Tra gli obiettivi, l’attività di tutela, promozione e valorizzazione dell’arte, «per ora in ambito piemontese, ma in futuro prevediamo un’estensione a raggio nazionale»: quindi l’organizzazione di attività che spaziano da mostre a convegni, da seminari a conferenze e iniziative didattiche; il finanziamento di progetti di ricerca; la pubblicazione di cataloghi e altri prodotti editoriali; l’istituzione di premi, concorsi e borse di studio per giovani artisti; l’acquisizione e la gestione di archivi di artisti moderni e contemporanei, con naturale conseguenza la redazione e la pubblicazione dei loro cataloghi generali.
Fa capo a quest’ultimo versante il finanziamento al catalogo generale di Carol Rama (1918), l’artista torinese seguita con attenzione dalla Sardi Cagnucci anche durante l’attività galleristica: «La cura è di Cristina Mundici, studiosa e profonda conoscitrice di Carol Rama; prevediamo in ogni caso qualche anno di lavoro prima della pubblicazione».
Alla stessa artista, e sempre a cura di Cristina Mundici, è dedicato il primo prodotto editoriale della Fondazione, il libro Il Magazzino dell’anima, che con le fotografie di Bepi Ghiotti introduce il lettore nell’abitazione (una sorta di sancta sanctorum) di Carol Rama, edito da Skira (cfr. il settore Libri): se ne parla sabato 8 novembre ad Artissima, in un incontro in cui viene anche annunciato l’avvio del catalogo generale. Di prossima pubblicazione è invece un numero monografico della «Rivista di Estetica», la prestigiosa pubblicazione specialistica edita da Rosenberg & Sellier, dedicato a «Ugo Nespolo e la filosofia», sempre con il sostegno della Fondazione. Il raggio d’azione si estende dalla didattica, con il finanziamento, nell’anno accademico 2013-14, di un seminario-workshop di xilografia e tipografia d’arte all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino (è stato necessario istituire un numero programmato di iscrizioni, dato l’alto numero di richieste) ai premi, come avviene nell’attuale edizione di Artissima. Nel corso della fiera, sarà infatti assegnato il primo Premio Sardi per l’Arte, dotato di 5mila euro: una giuria composta da Daniel Baumann, direttore della Kunsthalle di Zurigo, Dirk Snauwaert, direttore del Wiels Contemporary Art Center di Bruxelles e da Francesco Stocchi, curatore per l’arte contemporanea del Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, individuerà il migliore stand tra quelli che compongono  la sezione «Back to the Future», dedicata alla contemporaneità classica, un settore particolarmente amato da Pinuccia Sardi Cagnucci. Il Comitato scientifico della Fondazione, il cui vicepresidente è Angelo Bottero, è formato da Giovanni Ciarlo, Mariavittoria Reschia e Gabriella Pellissero, già titolare, quest’ultima, della storica galleria La Bussola. Ai tre, fra le altre mansioni, il compito di vagliare le richieste di finanziamento, i progetti ma anche le proposte di donazione o di vendita di opere d’arte, la cui destinazione potrà essere un museo pubblico oppure, nelle stesse sedi, il deposito; le opere fanno parte del fondo di dotazione della Fondazione, totalmente autofinanziata. Nonostante la bellezza e l’ampiezza dei locali, ubicati in corso Re Umberto a Torino, «non prevediamo, per ora, l’allestimento di mostre in sede», spiega la presidente che, invece, vorrebbe in futuro coinvolgere artisti affermati in mostre personali incentrate su temi particolari e organizzate in altre istituzioni museali piemontesi.


Franco Fanelli, da Il Giornale dell'Arte numero 347, novembre 2014


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