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Vernissage

Firenze, New Orleans e Parigi

La follia dell'artista demiurga è cosmica e cosmetica

L’enciclopedismo come perversione nel film di Camille Henrot: «Raggruppare oggetti e conoscenza può essere devastante per la natura e le culture, ma anche per chiunque si trovi a dover maneggiare l’immensità di questi dati e a confrontarsi con i confini della vita umana»

Fotogramma dal film «Grosse Fatigue» (2013) presentato sia al Museo Gucci sia alla biennale di New Orleans «Prospect New Orleans». © ADAGP Courtesy Camille Henrot, Silex Film and kamel memmour, Paris.

Camille Henrot (Parigi, 1978) ha vinto l’anno scorso il Leone d’Argento alla Biennale di Venezia con «Grosse Fatigue». Ora il film è al centro della mostra, curata da Martin Béthenod, che il Museo Gucci di Firenze le dedica dal 3 ottobre all’8 febbraio, oltre che a essere proposto alla biennale «Prospect New Orleans» nell’ambito di «Prospect 3: Notes for Now» dal 25 ottobre al 25 gennaio. Il film è stato realizzato per una borsa di studio alla Smithsonian Institution di Washington ed è un’inarrestabile successione di immagini che si aprono sul video come i pop-up sullo schermo di un computer. Attraverso sequenze colorate e stilizzate di mani che toccano gli oggetti più diversi, dalle batterie alle spugne, per giungere a immagini prese dai libri e da internet e a sequenze di masturbazione, «Grosse Fatigue», nel quale ricorrono i reperti della Smithsonian Institution, il più grande complesso museale e scientifico del mondo, che ha sostenuto la realizzazione dell’opera nell’ambito dello Smithsonian Artist Research ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Vincent Noce, da Il Giornale dell'Arte numero 346, ottobre 2014


  • Fotogramma dal film «Grosse Fatigue» (2013) presentato sia al Museo Gucci sia alla biennale di New Orleans «Prospect New Orleans». © ADAGP Courtesy Camille Henrot, Silex Film and kamel memmour, Paris.
  • Un particolare di «The Pale Fox» (2014). © Foto Andreas Sune Berg.
  • Una veduta della mostra «The Pale Fox» (2014). Foto Andreas Sune Berg.
  • Camille Henrot. Foto Joakim Bouaziz.
  • La scultura «Tevau» (2009) esposta al Museo Gucci di Firenze. © Camille Henrot. Courtesy the Artist and kammel menour, Paris foto Marc Dormage

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