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Musei

Malaga

All'estero il Pompidou diventa «provvisorio»

Entro la prossima primavera si apre la prima sede fuori dalla Francia e il museo parigino incassa 1,5 milioni di euro all’anno

Avrà sede dentro «El Cubo», grazie a una convenzione di cinque anni rinnovabile.

Il Centre Pompidou di Parigi si esporta a Malaga (cfr. n. 338, gen. ’14, p. 16), la città andalusa che diede i natali a Pablo Picasso nel 1881, e inventa il concetto di «museo provvisorio». La nuova filiale del Beaubourg, la prima all’estero per il museo parigino, che dal 2010 ne ha già un’altra in Francia, a Metz, aprirà infatti le porte entro la primavera del 2015 per un periodo di cinque anni, che potrà essere prolungato. Un’idea che si ispira all’iniziativa originale del «Pompidou mobile» sperimentata tra il 2012 e il 2013, che ha attirato 250mila visitatori in sei tappe in tutta la Francia. Iniziativa poi abbandonata perché troppo dispendiosa. «La situazione finanziaria attuale ci spinge a essere creativi», ha osservato Alain Seban, presidente dell’istituzione parigina. Dal 2009 le sovvenzioni statali sono state tagliate del 16%. L’apertura del nuovo museo non sarà accompagnata da alcun grande progetto architettonico. Il nuovo museo occuperà infatti un edificio moderno già esistente, «El Cubo», di 6mila metri quadrati affacciato sul porto, la cui costruzione è stata terminata nel 2011.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

L.D.M., da Il Giornale dell'Arte numero 346, ottobre 2014



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