Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Musei

Ginevra

La lunga lotta per il museo dell'«altro»

A fine mese il Musée d’Ethnographie

Figura Inca (XIII-XVI sec.)

Ginevra (Svizzera). Il 31 ottobre s’inaugura a Ginevra la nuova sede del Meg, il Musée d’Ethnographie de Genève. Il nuovo museo è il risultato dell’impegno e della lunga lotta (è proprio il caso di usare questo termine) condotta da tutta la squadra del Meg per quasi vent’anni, da quando (era la fine degli anni Novanta) il direttore Louis Necker e i ricercatori dell’istituzione ginevrina si resero conto che il museo, pur funzionando egregiamente, aveva bisogno di adeguarsi ai tempi e al nuovo rapporto con l’«altro», indotto dalla globalizzazione. Fu allora varato l’ambizioso progetto per un nuovo museo, battezzato l’«Esplanade des Mondes». Addirittura, nella primavera del 2000 al Musée Rath nella stessa città elvetica, venne organizzata una mostra con un catalogo di 237 pagine, in cui per la prima volta al mondo un museo di etnografia non presentava una cultura «altra», ma il suo futuro. La mostra (ma sarebbe meglio dire la metamostra) si intitolava «Le monde et son double» e, nonostante il tema certo non facile, era bella e gradevole. Tuttavia, anche in Svizzera ci sono persone che non amano i musei e, per quanto la realizzazione dell’«Esplanade des Mondes» costasse solo 73 milioni di franchi svizzeri (poco più di 60 milioni di euro), ci furono polemiche sull’opportunità del progetto. Il 2 dicembre 2001 si andò a un referendum e il progetto fu bocciato. Nonostante questa batosta, negli anni successivi i direttori che avevano preso il posto di Necker e i conservatori del Meg non si arresero e, forti delle oggettive esigenze di ristrutturazione e della sensibilità di una città, che riuscì a non piegarsi ai sentimenti più beceri, cominciarono a lavorare a un nuovo progetto.
I risultati di questo lavoro si vedranno adesso. Per ora si può dire che si è profondamente ristrutturato l’edificio preesistente, rispettandone l’esterno. Lo studio di architettura Graber e Pulver di Zurigo si è limitato ad affiancargli una costruzione ultramoderna, che dovrebbe servire sia da ingresso e foyer, sia per gli spazi multifunzionali, la biblioteca, il ristorante ecc. Nel complesso ora il Meg può disporre di una superficie utile di 7.200 metri quadrati, di cui 2mila, il quadruplo di quelli della vecchia sede, destinati a ospitare la collezione permanente e le mostre.

Antonio Aimi , da Il Giornale dell'Arte numero 346, ottobre 2014


  • Il nuovo padiglione di ingresso al Meg, ora con 7.200 metri quadrati di spazi. Nel 2001 il progetto di ampliamento era stato bocciato da  un referendum. © Meg. Foto J. Watts

GDA maggio giugno 2020

GDA408 maggio-giugno VERNISSAGE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELLE MOSTRE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELL

GDA408 maggio-giugno VEDERE IN ABRUZZO

GDA408 Inchiesta FAREMO COSÌ

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012