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Fulmini e saette

Udine

I Mori udinesi battono di nuovo il tempo

Dopo i recenti restauri della Torre dell’Orologio (cfr. n. 324, ott. ’12, p. 32) e dell’arcangelo Gabriele sul campanile di Santa Maria di Castello (cfr. n. 311, lug-ago. ’11, p. 55), si è aperto in settembre un altro cantiere di manutenzione straordinaria per i beni culturali ubicati nel cuore simbolico della città. Oggetto di cure i rivestimenti in piombo della cupola del Tempietto ai Caduti (edificato nel 1535 come chiesa di San Giovanni, fu trasformato in Pantheon dei Caduti nel 1866, dopo che i francesi avevano sconsacrato la chiesa), la copertura del Porticato del Lippomano, unica sopravvivenza con la chiesa di Santa Maria del profilo originario del Castello dopo il terremoto del 1511, e le due statue dei Mori, chiamati così con esplicito riferimento agli omologhi presenti in piazza San Marco a Venezia, che battono le ore sulla campana posta sopra la stessa Torre dell’Orologio. Alte più di tre metri, le statue, note localmente anche come «il tedesco» e «l’italiano», vennero ideate nel 1846 da Vincenzo Luccardi, che fornì i modelli realizzati poi da un artigiano locale, sostituendo quelle lignee originali del 1543, ormai degradate.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Melania Lunazzi , da Il Giornale dell'Arte numero 346, ottobre 2014



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