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Antiquari

La Biennale di Parigi

Era previdibile: ritorna l’arte antica

Si registra anche un aumento di interesse per arredi del ’700 e gioielli

Lo stand di Francois Léage all'edizione 2014 della Biennale des Antiquaries

Parigi. Lo stipo-vetrina dell’ebanista Édouard Lièvre datato 1881-86 venduto per 1 milione e mezzo di euro dalla galleria Steinitz; il vaso Anacréon, realizzato in occasione dell’Esposizione universale di Vienna del 1873, ceduto a 3 milioni di euro da Chadelaud & Co. a un’ente statunitense; un collier della parure «Tesori di Persia», ricoperto da più di 3mila diamanti, passato di mano da Boucheron a 2,7 milioni di euro. Sono tra le transazioni più spettacolari dell’ultima Biennale des Antiquaires, la numero 27, che si è chiusa il 21 settembre scorso al Grand Palais, nella scenografia ispirata ai giardini di Le Nôtre della reggia di Versailles firmata dal designer Jacques Grange. L’edizione 2014, la prima per il neopresidente del Syndicat National des Antiquaires (Sna), Jean-Gabriel Peyre, eletto dopo l’allontamento polemico di Christian Deydier, a poche settimane dall’inaugurazione della rassegna (cfr. lo scorso numero, p. 49), ha riunito 89 espositori (75 gallerie di antiquari e 14 gioiellieri) e accolto circa 100mila visitatori.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 346, ottobre 2014



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