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Nuova testata GDA
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Per oltre vent'anni duplicò il mondo

© Courtesy Galleria Poggiali e Forconi.

«Ghirri ha sempre detto che il suo punto di partenza è stata la prima foto della terra scattata dalla Luna... la foto del nostro pianeta visto dalla navicella spaziale, nel 1969. Qui, per la prima volta, l’uomo vedeva l’immagine della globalità del mondo. (...) Ma per Ghirri rappresentava anche l’idea d’una duplicazione totale del mondo, attraverso le immagini». Con queste parole Gianni Celati, scrittore e amico di Luigi Ghirri, sintetizzava la linea lungo la quale per oltre vent’anni si è andato sviluppando il lavoro dell’artista emiliano. Fotografo, teorico, editore, protagonista della cultura visiva italiana dal 1970 alla sua morte nel 1992, a lui la Galleria Poggiali e Forconi di Firenze dedica «Luigi Ghirri. L’immagine impossibile» (dal 18 ottobre al 14 dicembre). La rassegna, curata da Angela Madesani che firma il testo in catalogo, presenta opere selezionate dalle serie «Piazza Betlemme» (nella foto «San Giovanni in Persiceto»), una delle meno studiate, «Il giardino di tutti», «Paesaggio italiano», e da cicli tra i quali «Topographie-Iconographie», «I Teatri di Reggio Emilia» e «Still Life».
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

C. Co. , da Il Giornale dell'Arte numero 346, ottobre 2014

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