Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Archeologia

Grecia

Il segreto di Amphipolis

In Macedonia, non lontano da Verghina, lo straordinario scavo di un tumulo riapre il dibattito sul luogo di sepoltura di Alessandro Magno

Le due sfingi alate sedute sull'architrave della porta all'ingresso della tomba di Amphipolis.

Sono giorni cruciali per l’équipe di archeologi greci guidati da Katerina Peristeri: si sta per svelare il segreto della immensa e ancora misteriosa tomba antica di Amphipolis, nord-est del Paese, antica Macedonia. È la più grande mai scoperta in Grecia. Il tumulo ha una circonferenza di 496 metri. L’intera base, un cerchio perfetto, è sostenuta da un muro alto 3 metri, fatto di grandi blocchi regolari e ben connessi in marmo di Taso. Non si sa a chi appartenga, per chi e perché sia stata realizzata alla fine del IV secolo a.C. pochi anni dopo la morte di Alessandro Magno a Babilonia, nel 323 a.C. Si lavora alla tomba da 5 anni. Ma lo scorso 10 agosto è cominciata la fase decisiva dello scavo: è stato individuato e liberato da terra e detriti un ingresso spettacolare. Agli archeologi è apparsa una porta in marmo guardata da due sfingi alate sedute su un’architrave che conserva tracce dei suoi colori originari, rosso, blu, nero. Subito dopo, il 12 agosto, la visita del primo ministro greco Antonis Samaras ha dato pubblicità mondiale al sito archeologico. Gli scavi procedono con molta cautela: il 6 settembre gli archeologi sono riusciti a liberare la sala dietro alle sfingi, coperta da una volta a botte in marmo e hanno così scoperto una seconda sala e un altro ingresso. Ai lati della porta rettangolare, una coppia di grandi cariatidi in marmo di Taso, lo stesso usato in tutta la tomba, che sorreggono l’architrave. Pulite dalla terra, il 15 settembre le due magnifiche statue hanno mostrato un ricco, splendido panneggio. Il volto della prima è intatto, l’altro invece mancava ma è stato recuperato sotto strati di fango secco. Adesso si lavora per entrare nella terza sala, protetta da un muro in marmo lungo 13 metri che blocca il passaggio. Si continua a portare via la terra accumulata nei millenni che ha riempito ogni ambiente fino al soffitto decorato da figure geometriche a colori. La prima intuizione dell’esistenza di una sepoltura sotto la collina di Casta, presso Amphipolis, si deve all’archeologo Dimitri Lazaridis. Nel 1956 cominciò a scavare ma non trovò nulla. L’archeologa del Ministero della cultura greca Katerina Peristeri ha creduto a quella intuizione e nel 2009 ha ripreso lo scavo. Tre anni dopo, nel 2012, era stato dissotterrato e ripulito gran parte del basamento. Le scoperte degli ultimi due mesi promettono un finale mozzafiato, si avvicina il momento della verità. Entro ottobre i segreti di Amphipolis dovrebbero essere chiariti. Esclusa la possibilità che la tomba fosse destinata ad Alessandro, si pensa a un suo generale, o forse a sua madre, oppure alla moglie di Alessandro, Roxane e al loro giovanissimo figlio Alessandro IV, uccisi nel 311 da uno dei generali che lottavano per la successione al trono. Certo, un sepolcro tanto ricco e gigantesco appartiene a un personaggio di alto rango. Sappiamo soltanto chi ne è stato l’architetto: un amico di Alessandro, Deinokrates di Rodi, che ha firmato l’opera. Ora la verità sembra prossima. La scoperta della camera sepolcrale potrebbe rivelare non soltanto il nome dell’illustre defunto ma anche straordinari tesori. Per ora non vi è traccia di saccheggi, ma è probabile che i ladri abbiano violato la sepoltura in epoca antica. Nel 1977, a Verghina, non troppo lontano da Amphipolis, sotto un tumulo più modesto, venne scoperta intatta e piena di fantastici oggetti d’oro, la tomba di Filippo, padre di Alessandro.


Edek Osser, da Il Giornale dell'Arte numero 346, ottobre 2014


  • Il tumulo di Amphipolis.

GDA maggio giugno 2020

GDA408 maggio-giugno VERNISSAGE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELLE MOSTRE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELL

GDA408 maggio-giugno VEDERE IN ABRUZZO

GDA408 Inchiesta FAREMO COSÌ

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012