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Mostre

Londra e Brunswick

Tutto Tuttle

Tre retrospettive di un artista «irritante»

Richard Tuttle, «Fiction Fish I, 7», 1992. Photo G. R. Christmas, Courtesy Pace Gallery. © Richard Tuttle.

«Il poco non è mai stato così poco», scrisse nel 1975 il critico Hilton Kramer in un aspro commento sulla prima retrospettiva di Richard Tuttle al Whitney Museum. La mostra ebbe un’accoglienza talmente tiepida da portare al licenziamento di uno dei principali curatori del museo. Ma oggi è Tuttle (1941) ad avere l’ultima parola. L’artista americano è infatti il protagonista di tre eventi in contemporanea. A Londra la mostra congiunta «I Don’t Know or the Weave of Textile Language» allestita alla Turbine Hall della Tate Modern dal 14 ottobre al 6 aprile e alla Whitechapel Gallery dal 14 ottobre al 14 dicembre 2015, è incentrata sull’uso dei tessuti, mentre fino al 19 ottobre il Bowdoin College Museum of Art di Brunswick (Maine) ospita la sua prima rassegna di opere grafiche, dal titolo «Richard Tuttle: a Print Retrospective». L’installazione della Turbine Hall, un insieme di tessuti blu notte, rosso intenso e arancio realizzati in India e appesi al soffitto, è l’opera più grande nella carriera di Tuttle: misura infatti 40 metri.
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Julia Halperin, da Il Giornale dell'Arte numero 346, ottobre 2014



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