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Mostre

Bard

La Moreneta si fa Forte

Esposte le opere del monastero di Montserrat

Michelangelo Merisi da Caravaggio, «San Gerolamo», 1605-1606

Bard (Ao). La mostra «Montserrat. Opere maggiori dell’Abbazia» propone, dal 31 gennaio al 2 giugno nelle sale delle Cannoniere del Forte di Bard, un nucleo consistente di opere del Museo de Montserrat (Catalogna, Spagna). Un centinaio di lavori suddivisi in sette sezioni cronologiche, a cura di Josep de C. Laplana e Gabriele Accornero, con la collaborazione di Raul Magi e Chantal Cerise, assistenti alla curatela di Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose, e Dom Josep Maria Soler, abate di Montserrat. «Fu a Bose in un pomeriggio autunnale, racconta Accornero, che confidai all’amico fraterno Enzo Bianchi questa mia idea di riscoprire collezioni d’arte mai esposte prima, fornendogli alcuni esempi tra cui Montserrat in Catalogna».
Il percorso espositivo indaga un ampio arco cronologico, dal Romanico al Barocco, dall’Impressionismo all’Avanguardia, con omaggi particolari all’arte italiana e alla pittura antica spagnola, al Modernismo (Santiago Rusiñol, Ramón Casas) e Postmodernismo catalano (Joaquim Mir, Isidre Nonell) e un’ultima sezione dedicata alla grafica (gli inizi del moderno e l’avanguardia). Tra le opere esposte spiccano il «San Gerolamo» di Caravaggio, le tele di Giambattista Tiepolo («Allegoria sulla nascita di Francesco I d’Austria»), Luca Giordano («Testa di un santo martire»), Francesco Solimena («Vergine e Bambino»), Andrea da Salerno («Santa Barbara e i martiri di Montecassino»), Pedro Berruguete («Nascita della Vergine»), Mariano Fortuny («Mercante di tappeti»), due acqueforti di Rembrandt e due capricci di Luigi Rossini mai esposti all’estero. A questi si aggiungono altri grandi nomi della storia dell’arte, tra i quali: Monet, Degas, Pissarro, Sisley, Rouault, Chagall, Braque, Marini, Hartung, Picasso, Dalí e Tàpies.
La mostra è anche l’occasione per approfondire la conoscenza del monastero benedettino, celeberrima meta di pellegrinaggio con oltre un milione di visitatori l’anno: la seconda sala è dedicata in parte alla Madonna di Montserrat, con una statua di origine romanica, due oli su tela del XVII secolo raffiguranti il monastero e la «Mare de Déu de Montserrat», detta «La Moreneta» (la brunetta), patrona della Catalogna, e un apposito spazio audiovisivo. L’abbazia sorge sulla roccia del Montserrat («montagna segata») da cui mutua il nome, a 720 metri di altitudine e circa 20 km da Barcellona. Fondato nel 1025 sul sito di un romitaggio del IX secolo da Oliva, abate del monastero benedettino di Ripoll e vescovo di Vic, il «monestir de Montserrat» fu rifatto nel Duecento; nel 1409 fu proclamato abbazia indipendente, autonomia che perse però nel 1493, quando passò sotto la giurisdizione di un monastero di Valladolid. Nel frattempo il complesso si era ingrandito, dotandosi di noviziato, biblioteca, refettorio, cisterne, ospizio, stamperia e dell’«Escolania», la scuola corale per voci bianche specializzata nel canto gregoriano, una delle più antiche d’Europa, attiva dal Duecento e tuttora operante. Nel 1560 fu iniziata la nuova basilica (conclusasi nel 1592 e molto rimaneggiata più tardi; la facciata è del 1939) e nel 1775 il nuovo monastero, poi quasi totalmente distrutto dai soldati napoleonici nel 1812 e riedificato nel suo aspetto attuale nel 1860. La stessa sorte toccata al Forte di Bard, raso al suolo da Napoleone e ricostruito grazie a Carlo Felice, che nel 1827 ne affidò il progetto all’ingegnere militare Francesco Antonio Olivero. All’attuale aspetto del complesso di Montserrat contribuì anche uno dei principali esponenti del Modernismo catalano, Josep Puig i Cadafalch, con il sistema di terrazzamenti, che si può ammirare dal piazzale antistante la basilica, e il restauro del refettorio (1925). Le guerre napoleoniche distrussero anche gran parte del patrimonio artistico del monastero, ma il museo è riuscito a costruire negli anni un’importante collezione, grazie anche a donazioni private e degli stessi artisti.

Raffaella Roddolo , da Il Giornale dell'Arte numero 338, gennaio 2014


  • Anonimo artista madrileno, «Nostra Signora di Montserrat», olio su tela, 1639 ca
  • Nostra Signora di Montserrat, XII secolo, pietra,

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