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Archeologia

Egitto

L’enigma di Armant

Scoperte due statue e cinque teste di sovrano sotto il pavimento del tempio di Montu vicino a Luxor

Le cinque teste di statua reale del Medio Regno ritrovate nelle fondazioni della parte anteriore del tempio di Montu ad Armant. © Cnrs-Cfeetk/J.Maucor

Armant (Egitto). All’inizio della storia il sito di Armant era una delle capitali dell’Egitto meridionale. Con il passare del tempo questo ruolo passò a Luxor che per due secoli (1550-1350) divenne anche il centro amministrativo di tutto il Paese. Questa situazione è rimasta immutata nei secoli e oggi Armant è poco più che un villaggio a 20 kilometri a sud di Luxor.
Le rovine di Armant non rappresentano un’attrattiva per il turismo di massa e, da quando furono viste dagli scienziati della spedizione napoleonica, sono andate molto deteriorandosi. A partire dal 2004 sul sito è attiva una missione di archeologi francesi diretta da Christophe Thiers che ha tra i propri scopi anche quello di porre riparo al processo di degrado dell’area archeologica. Già un anno fa (cfr. n. 327, gen. ’13, p. 26) gli archeologi francesi avevano riesumato sul sito una statua di epoca tolemaica. Le ricerche del novembre scorso hanno portato alla scoperta di altre due statue: quella in calcare del medico Nebamun e quella in granodiorite del sommo sacerdote del dio Montu (patrono di Armant) Ramose, entrambe databili al regno di Ramesse II (1279-1212). Nebamun era noto per un’altra statua scoperta ai primi anni Ottanta sempre ad Armant, la seconda scultura rappresenta invece la prima testimonianza relativa a un personaggio così importante come Ramose, ritratto inginocchiato dietro un altare su cui si trovano due teste di falco che raffigurano Montu. Non si conoscono altri esempi di una simile tipologia statuaria. A distanza di pochi giorni da questa scoperta è stato ritrovato un blocco in pietra calcarea decorato del tempio di Montu. L’analisi stilistica lo ha potuto attribuire in via preliminare al regno di Amenemhat I (199 a.C. ca). Rappresenta una delle poche attestazioni dell’esistenza di questa fase costruttiva dell’edificio religioso. Il ritrovamento più importante, sicuramente destinato a produrre sorprendenti risultati con il proseguimento delle ricerche, è però quello delle cinque teste di sovrano scoperte nel corso della risistemazione delle fondamenta della parte anteriore del tempio. In assenza di un’iscrizione geroglifica che ne consenta una puntuale identificazione sono state attribuite al Medio Regno (inizio del II millennio a.C.). Il ritrovamento sotto il pavimento del tempio fa pensare che le teste vi siano state seppellite volutamente. Questo lascia supporre che su di esse si sia voluto operare un rituale di «damnatio memoriae». Rappresenterebbe però la prima testimonianza di una tale procedura compiuta ai danni di uno dei sovrani del Medio Regno. È perciò probabile che le cinque teste documentino un episodio oscuro della storia egizia.
La stagione di scavo ad Armant si è da poco conclusa, gli egittologi francesi sono ora passati ad analizzare quel che è stato ritrovato e c’è da sperare che le ricerche in biblioteca, necessario complemento a quelle sul campo, portino alla soluzione di questo enigma.

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Francesco Tiradritti, da Il Giornale dell'Arte numero 338, gennaio 2014


  • La statua in calcare del medico Nebamun e quella in granodiorite del sommo sacerdote del dio Montu (patrono di Armant) Ramose, entrambe databili al regno di Ramesse II (1279-1212) ritrovate ad Armant dalla missione francese. © Cnrs-Cfeetk/J.Maucor

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