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Un Cozza ritrovato

Scoperta e restauro del san Michele Arcangelo, opera del pittore calabrese celata da oltre 70 anni nella chiesa romana di Santa Maria del Carmine alle Tre Cannelle

«San Michele arcangelo in lotta con il demonio» di Francesco Cozza, 1650 ca, Roma, Santa Maria del Carmine alle Tre Cannelle

Roma. Chi entrava nella chiesetta romana di Santa Maria del Carmine alle Tre Cannelle, non lontana dalla centralissima piazza Venezia, era accolto fino a poco tempo fa da una tela novecentesca di Tito Ridolfi raffigurante «Santa Teresina del Bambin Gesù», membro dell’Ordine carmelitano, e dunque degnissima di patroneggiare uno degli altari.
Che la tela non fosse nata per quella collocazione lo dimostravano tuttavia le sue dimensioni incongrue, l’iscrizione che correva al di sopra dell’altare: «S. MICAEL ARCANGELE / DEFENDE NOS / IN PRAELIO», e, non ultime, le memorie dei confratelli del Carmine, da sempre insediati nella chiesa, che narravano che la «Santa Teresina» era stata lì installata per coprire un’immagine che «suggestionava i fedeli».
Nulla sarebbe successo tuttavia, se nel 2007 un incendio non avesse interessato l’esterno dell’edificio. Nella campagna dei restauri che fece seguito all’episodio, i Confratelli decisero infatti di ripristinare la situazione originale dell’altare di santa Teresina. Tolta l’immagine della santa, dietro di essa emerse un altro straordinario dipinto, di dimensioni ben maggiori dove era raffigurata una efferata lotta tra san Michele e il demonio. Il restauro della tela, finanziato dalla Confraternita di Santa Maria del Carmine e operato da Marina Furci, sotto la direzione di Paolo Castellani per conto del Polo museale romano, ha riportato quindi alla luce la firma del pittore calabrese Francesco Cozza.
La scoperta è stata occasione di uno studio storico molto approfondito condotto da Fabrizio Biferali, che ha fatto luce sulle vicende della chiesa che ospitava il dipinto e sulle ragioni dell’occultamento della tela, avvenuto nel 1934 quando l’opera versava in pessimo stato di conservazione. L’attuale restauro ha riportato invece in luce un dipinto straordinario, collocabile intorno al 1650, vero e proprio capolavoro dell’artista, che dimostra qui un’inedita potenza di disegno e una straordinaria maestria nell’uso del colore. La forza della composizione, che tiene conto dei precedenti cinquecenteschi, ma anche della pittura contemporanea, o di poco precedente, bene illustra l’importanza di un pittore ancora poco noto (nonostante Roma gli abbia dedicato da poco un’esposizione monografica e un convegno), e che invece si colloca come straordinario erede della tradizione romana dei primi decenni del Seicento.
La proficua sinergia creatasi tra pubblico e privato (i Confratelli proprietari della tela e la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano che ha diretto il restauro), tra Istituzioni e storici dell’arte, ha permesso di recuperare un pezzo molto alto di storia e di storia figurativa romana, collocandosi come esempio singolarmente virtuoso di un lavoro sulla città e il suo territorio che resta ancora in gran parte da svolgere.

Tra Cielo e Abisso. Scoperta e restauro del «San Michele arcangelo in lotta col demonio» di Francesco Cozza, a cura di Paolo Castellani, 64 pp., ill., Gangemi, Roma 2013, € 18,00

Maria Cristina Terzaghi, edizione online, 12 agosto 2013


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