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Aste

Milano e Prato

Moderno italiano parte seconda

Dopo la vendita Christie’s, oltre a Sotheby’s (collezioni Vergine, Venturini Fendi e Grande) sono di scena anche Farsetti, Meeting Art e Blindarte

Alighiero Boetti, «Tutto», 1988-89, in asta da Sotheby's a 350-450mila euro

Milano e Prato. I collezionisti italiani di arte moderna e contemporanea in primavera per le vendite all’asta in Italia si concentravano, fino all’anno scorso, sul mese di maggio. Ora non è più così. Mentre Christie’s ha anticipato la sua vendita di 101 lotti a Palazzo Clerici il 22 e 23 aprile, fatturando 8,6 milioni di euro (cfr. articolo in questa sezione a p. 62), Sotheby’s e Farsetti continuano a tenere le aste a maggio. La casa anglosassone articola in due giorni, il 22 e 23, un catalogo che contiene opere provenienti da diverse collezioni, tra cui quella milanese della critica d’arte Lea Vergine, quella romana di Maria Teresa Fendi e quella napoletana di Libero Grande. Da una quarta raccolta, quella di Pietro Rollino, va in vendita una «Natura morta» di Giorgio Morandi datata 1943 e corredata di un attestato di libera circolazione. Le stime per questo lotto sono comprese tra 400 e 600mila euro. Di Morandi il catalogo propone anche «Fiori», un olio su tela eseguito nel 1957 e valutato tra 130 e 180mila euro, e due disegni del 1932, «Natura morta (Conchiglie)» e «Natura morta», stime rispettivamente 28-35mila e 25-35mila euro.
Nella sezione dedicata alle sculture, un bassorilievo in gesso di Felice Casorati, «La dormiente», venne realizzato nel 1924  come parte della decorazione del teatrino privato di Casa Gualino, dimora torinese in via Galliari del celebre industriale e mecenate (60-80mila euro). «Cerchio magico» di Ettore Colla del 1958 è un’opera transitata nelle collezioni di Topazia Alliata (stime 20-30mila euro), mentre «Disco in forma di rosa del deserto, studio I», bronzo di Arnaldo Pomodoro del 1993-94, ha una stima compresa tra 180 e 250mila euro. Dalla collezione di Lea Vergine proviene un bronzo, «Nacchera», di Luigi Mainolfi, esemplare unico eseguito nel 1990 e valutato tra 8 e 12mila euro. Tra i fiori all’occhiello del catalogo, Lucio Fontana ha un «Concetto spaziale. Attesa» (un taglio rosso) del 1968 (stime 450-650mila euro); Alighiero Boetti un «Tutto» del 1988-89, che proviene da un’importante collezione privata italiana, a 350-450mila euro, e Piero Manzoni un «Achrome» del 1958-59 e una «Merda d’artista» numerata 051. Entrambi questi ultimi lotti provengono dalle raccolte di Libero Grande e partono rispettivamente da stime di 280-350mila e di 60-80mila euro.

Farsetti
, che tiene a Prato le sue vendite il 31 maggio e il primo giugno, ha in catalogo un dipinto del 1906 di Giacomo Balla, «Germogli primaverili (Paesaggio di Villa Borghese)», olio su tela applicata su tavola valutato 280-380mila euro. Un inchiostro su carta di Pablo Picasso, datato 23 giugno 1960 e intitolato «Lutteurs», ha una stima di 140-220mila euro, mentre Amedeo Modigliani è rappresentato da una «Testa di donna» del 1915 (olio, matita e gouache su carta applicata su tela, 43,2x26,3 cm), quotato tra 230 e 330mila euro. Di Piero Manzoni il catalogo propone due «Achrome»: uno in cotone idrofilo a riquadri, stimato 80-140mila euro, e uno in pallini di polistirolo su tela, a 220-320mila euro. Tra i nomi internazionali, Paul Klee ha un acquarello su carta su cartone del 1933, «Liegende Frau», a 190-250mila euro; di Max Ernst è invece «Personnages dans un bois», olio su tavola, 28x28 cm, a 100-150mila euro.

Ma il panorama di maggio è incompleto senza la vercellese Meeting Art, che nella vendita di 600 lotti che si svolge tra l'1 e il 12 maggio ha diversi pezzi forti, come un’opera di Victor Vasarely del 1973-75 a 130-140mila euro, un «Cardinale seduto» del 1960 di Giacomo Manzù a 36-40mila, «Giallo», opera del 1978 di Agostino Bonalumi a 36-40 mila e «Primo piano», di Mimmo Paladino, 2006, a 30-40mila euro.
Infine, la napoletana Blindarte offre, nella sua vendita del 22 maggio interamente dedicata all’arte moderna e contemporanea, un olio su tela del 1997 di Mimmo Paladino di grande formato («Senza titolo», 200x300 cm) a 100-150mila euro, e una scultura in acciaio di Antony Gormley, del 2002 («Gut V») a 200-300mila euro, oltre a opere di Luigi Ontani (un grande acquarello del 1987), Martin Kippenberger (un dipinto degli anni ’90) e Julian Opie (un video).


V.B., da Il Giornale dell'Arte numero 331, maggio 2013


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