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Achille Bonito Oliva

«Si chiama Enciclopedia delle arti contemporanee perché le arti si sostengono a vicenda per non crollare»

Achille Bonito Oliva

L’Enciclopedia delle arti contemporanee. I portatori del tempo, edita da Electa, giunge, con il volume Il tempo interiore, al suo secondo appuntamento editoriale. Il primo, dedicato al «tempo comico», venne presentato nel 2010 (cfr. n. 303, nov. ’10, pp. 63, 64). Ideata e curata da Achille Bonito Oliva, con il coordinamento di Andrea Cortellessa, l’enciclopedia è stata progettata in cinque «tempi»: l’intero ciclo si completerà infatti con i tomi dedicati al «tempo inclinato», al «tempo aperto» e al «tempo pieno».
Introdotto da un saggio di Franco Rella e chiuso da uno di sintesi e raccordo a opera di Achille Bonito Oliva, l’excursus sul tempo antilineare dell’interiorità è scandito, come per tutti i volumi del progetto, da otto sezioni disciplinari. Del «tempo interiore» nella musica si occupa Helga De La Motte-Haber, nell’architettura, Cettina Lanza, nelle arti visive, Angelo Trimarco, nel cinema, Gabriele Pedullà, nei nuovi media, Stefano Chiodi, nel teatro, Ferdinando Taviani, nella fotografia, Francesco Poli, nella letteratura, Andrea Cortellessa. Ciascun saggio è accompagnato da quattro medaglioni dedicati ad altrettanti artisti.
Sentiamo Achille Bonito Oliva.
Il tempo interiore non è per eccellenza quello dell’arte in sé?
Il tempo interiore è tempo circolare e non consequenziale, non è tempo «ragionevole», è tempo spaesante, che non procede per accumulo ma per sprechi, e che fa irruzione nelle arti facendo deragliare ogni specificità, creando nuove connessioni. Lo ha scandagliato Freud e lo hanno messo in opera gli artisti, per metafora e metonimia. L’arte è sempre un’interrogazione sul tempo, e la mia enciclopedia sui «portatori del tempo» vuole dare ospitalità a una domanda millenaria.
Gli artisti sono i «portatori del tempo» o è il tempo che porta loro?
Il tempo porta tutto, ma i «portatori del tempo» ne hanno consapevolezza.
Il tempo sembra non bastare mai, per fare le cose, per vivere. Con lo studio appena portato a termine si vuole ribadire ancora una volta che siamo forniti di un serbatoio di tempo infinito dentro di noi?
L’eterno presente dell’opera d’arte è un tempo che si fa spazio dentro di noi per condensazioni e libere associazioni, come il sogno secondo Freud. Il tempo interiore funziona come la psiche.
Qual è l’artista della modernità che ha meglio espresso il «tempo-non-tempo» del tempo interiore?
Giorgio de Chirico. È riuscito a ossificare il senso sospeso del tempo interiore finanche nelle architetture, introducendo il tempo del mito e della memoria. Pollock è invece un esempio del tempo interiore che esplode all’esterno, per smantellare tutte le resistenze dell’io.
Lei, da teorico dello sconfinamento interdisciplinare, si fa ora promotore di un ordinamento «enciclopedico»: una contraddizione o una provocazione?
Sono interprete di un’ironia borgesiana che mi permette di costruire un’architettura culturale e di sospettarne al contempo la «friabilità».  Si chiama Enciclopedia delle arti contemporanee perché le arti si sostengono a vicenda per non crollare.
Che ruolo svolge questo lavoro «enciclopedico» all’interno della sua storia di studioso e di uomo?
Mi permette di promuovermi architetto, e non più solo allenatore, ma in piena coerenza con le strategie culturali da me sinora perseguite. «Enciclopedica» è stata la mostra «Contemporanea» che ho curato nel 1973; «enciclopedica», perché interdisciplinare, è stata anche la Biennale di Venezia da me diretta nel ’93. Ora passo dall’io al noi, chiamando alle armi un’équipe di studiosi, ma sempre nel segno della vera missione di un critico d’arte, che è quella di progettare il passato, a futura memoria.
A proposito di architettura, Massimiliano Gioni ha titolato la Biennale di Venezia 2013, di cui è direttore, «Il palazzo enciclopedico»; Achille Bonito Oliva progetta enciclopedie: che segno è?
È un buon segno. Gioni è nato nel 1973, l’anno di «Contemporanea», e racconta di aver scoperto l’arte contemporanea alla «mia» Biennale del 1993. Diciamo che è il segno di una convergenza.
Le date: 1973, 1993, 2013, e lei che ha 73 anni. È cabala o coincidenza?
È un ritmo.


Enciclopedia delle arti contemporanee. I portatori del tempo. Il tempo interiore, a cura di Achille Bonito Oliva, 432 pp., 123 ill., Electa, Milano 2013, € 75,00

Guglielmo Gigliotti , da Il Giornale dell'Arte numero 331, maggio 2013


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