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Musei

La classifica mondiale 2012

I più visitati in Italia e nel mondo

L’inchiesta annuale esclusiva di «Il Giornale dell’Arte» e «The Art Newspaper»

Il Louvre si conferma il museo più visitato al mondo e punta ai 10 milioni di biglietti: nel 2012 sono cresciuti di quasi un milione rispetto all’anno precedente. Ampliatosi in patria (con l’antenna del Louvre di Lens, aperto nel dicembre 2012) e prossimo ad aprire una «succursale» ad Abu Dhabi, il museo cresce anche al suo interno: il 18 settembre si è inaugurata la nuova sezione delle Arti islamiche, ospitata sotto la vela progettata da Mario Bellini e Rudy Ricciotti nella cour Visconti

In Italia
I visitatori nei musei statali italiani sono stati 10.052.267 nel 2012 (18.120.413 compresi i circuiti museali, che però comprendono anche aree archeologiche e monumenti dello Stato), contro i 10.724.359 (18.802.000 con i circuiti) dell’anno precedente. Un generalizzato calo dell’intero sistema, che si ripropone nei singoli musei, statali e non. Cambiano, seppur lievemente, le posizioni in classifica, soprattutto nella top ten. Firenze piazza due gallerie sul podio, gli Uffizi e l’Accademia: i primi in lieve crescita in numeri assoluti (+5mila visitatori), le seconde in calo (-25mila). In seconda posizione Venezia, con Palazzo Ducale (-75mila). Fuori dal podio Roma e «medaglia di legno» a Castel Sant’Angelo (-75mila). I Musei Vaticani godono da anni di un successo crescente, esito di una politica di sviluppo che si deve all’impegno del direttore, Antonio Paolucci, e del Paese proprietario, la Città del Vaticano. Una storia virtuosa e non italiana: compaiono quindi nella sola classifica internazionale, al settimo posto (in calo di due posizioni rispetto al 2011). Tiene Torino, in ascesa con Venaria Reale (il cui allestimento permanente è stato rinnovato a marzo 2013), stabile con il Museo nazionale del Cinema in ottava posizione (ma -40mila visitatori), in calo con il Museo Egizio, in parte penalizzato dalla parziale chiusura per i lavori di raddoppio della superficie espositiva (-75mila).
Sul fronte dei «sistemi», è assai significativo il dato degli undici musei che fanno capo alla Fondazione Musei Civici di Venezia (da Palazzo Ducale al Correr a Ca’ Pesaro al Museo del Vetro): 2.314.048 (comprende musei e mostre con biglietto dedicato) è il totale dei visitatori nel 2012, in crescita del 5,4% sul 2011. Dati in calo, invece, nei quattro musei della Fondazione Torino Musei (Gam, Palazzo Madama, Mao e Borgo medievale): 296.499 biglietti staccati (e 1.089.475 persone coinvolte nelle diverse attività, anche gratuite) contro i 432.409 del 2011 (e 1.272.066 ingressi): ma quello era l’anno delle grandi celebrazioni per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia.

Soffre il contemporaneo
(in Italia, non nel mondo)
La classifica è dominarta dall’arte antica, che con ogni probabilità costituisce il maggior attrattore anche dei grandi musei «universali» e/o nazionali, dal Louvre al Metropolitan, fino all’Ermitage. Sul fronte opposto, quello dei musei d’arte contemporanea, nonostante l’ulteriore crescita del primo al mondo, la Tate Modern di Londra, la situazione mostra non poche criticità. In Italia più che altrove. Sono stabili a Parigi il Beaubourg (decimo assoluto) e a New York il MoMA e il Guggenheim (che stacca la sede di Bilbao di più di 150mila visitatori). Cresce a Mosca la Tret’jakov (dentro i primi 30), con le nuove sezione dedicate agli anni recenti, e la Saatchi Gallery a Londra (+15 posizioni in un anno). Ottimo risultato per lo spagnolo Ivam di Valencia, con quasi 1,3 milioni di visitatori. Dati non confrontabili con quelli dei musei nostrani: in Italia è crisi (anche) per il contemporaneo.
Il 2012 ha segnato un calo pressoché generalizzato di visitatori, oltre che di finanziamenti (inascoltato è rimasto l’appello al ministro Ornaghi, lanciato dall’Amaci, l’Associazione dei Musei d’arte contemporanea italiani presieduta da Beatrice Merz, il direttore dimesso e ancora «pro-tempore» del Castello di Rivoli). Proprio il museo piemontese, già faro delle istituzioni del contemporaneo italiane, langue in attesa di una nuova guida (annunciata per giugno), oltre che di rinnovati consensi e finanziamenti pubblici e privati: con 107mila visitatori è 64mo in Italia (era 39mo nel 2008). Primo nella cassifica di settore (e 24mo in quella generale italiana), si piazza quindi il Macro (300mila visitatori circa, grazie soprattutto alle numerose attività ed eventi, anche nella sede del Mattatoio; ma -50mila biglietti staccati rispetto al 2011) seguito, ancora a Roma, dal MaXXI (36mo, era 16: il calo di 250mila visitatori circa è anche dovuto al blocco della attività durante la discussa fase del commissariamento, conclusasi con la nomina della Melandri lo scorso ottobre) e, a Venezia, dalla Fondazione Pinault con le due sedi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana (200mila visitatori, rilevato per la prima volta in questa classifica). Il Pecci di Prato sopravvive anche grazie alla sede distaccata a Milano (89mo, era 69mo), in attesa della nuova sede, pronta soltanto nel 2014. Il Madre di Napoli, protagonista di lunghi mesi assai difficili, non rientra tra i primi 100 musei italiani: nel 2012 ha fatto registrare 22mila visitatori (erano stati 76mila nel 2010). Neanche ai «musei d’arte moderna e contemporanea» va tanto meglio: stabile la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, prima nel settore e 19ma tra i musei italiani (ma -20mila visitatori), crollano nel secondo anno di vita il Museo del 900 di Milano, inaugurato a fine 2010 (dalla 13ma alla 29ma posizione, -260mila visitatori, dimezzati) e il Mart di Rovereto (da 26mo a 43mo), «sopravvivono» oltre la 70ma posizione Gam di Milano e di Torino, MAMbo di Bologna e Ca’ Pesaro di Venezia. Piccolo «boom» grazie alla nuova sezione del ’900 per le Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano.


Ricerca condotta da Raffaella Roddolo e Toby Skeggs (con l’assistenza di Pac Pobric, Laurie Rojas, Vanessa Saraceno e Victoria Stapley-Brown)

Alessandro Martini con Javier Pes ed Emily Sharpe, da Il Giornale dell'Arte numero 331, maggio 2013


  • Un nuovo museo che registra numeri da record: il Crystal Bridges Museum of American Art di Bentonville, in Arkansas, può offrire attività e ingressi gratuiti grazie al supporto economico della multinazionale americana Walmart, proprietaria dell’omonima catena di supermercati

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