Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Fotografia

Londra, Roma, Toronto e Rio

La Genesi di Salgado

L’«epico» progetto ecologico del fotografo brasiliano è esposto in contemporanea in quattro città

Sebastião Salgado, Brasile, 2005.  © Sebastião Salgado/Amazonas Images

Roma. Scelte tra le svariate migliaia scattate negli ultimi otto anni dal grande fotografo brasiliano Sebastião Salgado (Aimores, 1944), le oltre 200 fotografie di «Genesi», dal 15 maggio al 15 settembre al Museo dell’Ara Pacis, ci raccontano di un progetto epico, che anche nei tempi lunghi della sua realizzazione offre un modello diverso, più «ecologico» di vita e lavoro.
Presentata il 13 marzo in anteprima mondiale alla Casa del Cinema, esposta in contemporanea a Londra (presso il  Natural History Museum, dove apre il 9 aprile), Toronto (Royal Ontario Museum, dal primo maggio), Roma e Rio de Janeiro (Jardim Botânico), la mostra è uno dei formidabili esiti di un più vasto piano di recupero ambientale e di riforestazione condotto in Brasile da Salgado e sua moglie Lélia con l’Instituto Terra, che a oggi ha portato alla piantumazione di 2 milioni di alberi di 300 specie diverse, anche grazie a generosi contributi italiani.
«Genesi», su cui il figlio di Salgado, Juliano, insieme a Wim Wenders sta realizzando il docufilm, è il mondo delle origini, un viaggio tra paesaggi terrestri e marini alla scoperta di popoli e animali scampati all’abbraccio mortale della civiltà. Quelle di Salgado non sono foto di denuncia, non c’è una critica esplicita alla follia dell’uomo che uccide il pianeta che lo nutre e su cui vive. Sono immagini emozionanti della parte integra, ecologicamente pura, della Terra, che è ancora tanta (almeno il 45%) e va protetta. «Il mio approccio non è da antropologo, geologo o giornalista, spiega Salgado, ma è quello di mostrare qualcosa la cui visione mi ha toccato nell’intimo». La scoperta più forte, confessa, «è stata trovare tribù indigene totalmente incontaminate e comprendere che hanno già tutto l’essenziale, un’idea di società, di solidarietà, di amore, perfino medicine come gli antibiotici e antidolorifici».
È stato difficile scegliere gli scatti per la mostra tra gli oltre trenta reportage da ogni parte del mondo, spiega la curatrice Lélia Wanick Salgado. Alla fine è prevalsa una divisione geografica: il Sud del pianeta, l’Africa, i santuari della natura con tre isole esemplari per biodiversità (Madagascar, Papua Nuova Guinea, Aldabra), il grande Nord con le terre fredde, l’Amazzonia e il Pantanal, l’immensa pianura alluvionale (la più grande del mondo) che si estende tra Brasile, Bolivia e Paraguay. Catalogo Taschen.

Federico Castelli Gattinara, da Il Giornale dell'Arte numero 330, aprile 2013


  • Sebastião Salgado, Galápagos, Ecuador, 2004.  © Sebastião Salgado/Amazonas Images

Ricerca


GDA aprile 2019

Vernissage aprile 2019

Il Giornale delle Mostre online aprile 2019

Vedere a ...
Vedere a Milano aprile 2019

Focus on Design

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012