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Speciale Mostre più visitate

Mostre mondiali: vincono le Biennali e gli olandesi in Giappone

Vanno sempre forte gli Impressionisti il cui successo è stato favorito anche dall’essere presentati in Brasile dove le esposizioni temporanee

«La ragazza con l’orecchino di perla» di Vermeer, pezzo forte della mostra in testa alla classifica: «Capolavori del Mauritshuis» al Tokyo Metropolitan Art Museum. Nonostante l’assenza di questo capolavoro, «Vermeer» ha spopolato anche in Italia, alle Scuderie del Quirinale a Roma. È dunque facile prevedere il successo di estimatori che la «Ragazza» avrà a Bologna nella mostra «Da Vermeer a Rembrandt» (Palazzo Fava, 8 febbraio-25 marzo 2014)

L’arte contemporanea fa grandi numeri alle Biennali in Oriente ma anche in Europa: 8.600 persone al giorno hanno visitato dOCUMENTA(13) a Kassel. È in grado di eclissare l’arte del passato nelle sale d’asta e nelle aule universitarie, ma negli spazi per esposizioni temporanee dei musei di tutto il mondo gli Old Masters fanno ancora sentire il loro peso, anche molto lontano dalle terre in cui sono stati dipinti. In testa alla nostra classifica internazionale delle mostre più visitate nel 2012 è stata un’esposizione di pittura olandese del Secolo d’Oro che ha iniziato in Giappone la sua tournée mondiale. Dopo alcuni lavori di ristrutturazione, il Metropolitan Art Museum di Tokyo ha infatti riaperto con dipinti in prestito dal Mauritshuis dell’Aia chiuso per rinnovamento fino al 2014. La principale attrazione della mostra, che si era chiusa a Kobe in gennaio e che fino al 2 giugno 2013 è visitabile al de Young Museum di San Francisco, è la «Ragazza con l’orecchino di perla» di Vermeer, 1665 ca. Il ritratto, giunto dall’istituzione olandese con opere di Rembrandt, Hals e Van Dyck, ha attirato ogni giorno a Tokyo 10.573 visitatori. Sempre nella capitale giapponese, «400 anni di capolavori europei», in prestito dall’Ermitage di San Pietroburgo, non ha affatto sfigurato al National Art Center (5.362 visitatori al giorno). Le cose sono andate diversamente nei principali musei di New York, Londra e Parigi dove le mostre temporanee sono state dominate dall’arte moderna e soprattutto contemporanea. 5.660 visitatori al giorno sono andati a vedere la mostra di Cindy Sherman organizzata dal MoMA a New York. A Londra, le opere di grande formato su tela e iPad di David Hockney hanno attratto 7.512 visitatori al giorno alla Royal Academy of Arts, mentre a Parigi l’installazione di Daniel Buren al Grand Palais per Monumenta ha fatto registrare 6.498 visitatori al giorno. «Leonardo» alla National Gallery è stata la mostra di arte «pre-Novecento» con i migliori risultati nella top ten di Londra (3.856 al giorno). Anche a Parigi ci sono voluti Raffaello e di nuovo Leonardo (la «Sant’Anna») perché l’arte antica entrasse nella top ten: rispettivamente al sesto e al settimo posto. La fame di mostre dei brasiliani è considerevole, come già aveva evidenziato l’inchiesta dello scorso anno, specialmente per quelle (a ingresso gratuito) organizzate dal Centro Cultural Banco do Brasil. La sede di Rio de Janeiro era gremita grazie a un’ambiziosa storia visiva dell’Amazzonia, la loro mostra più attesa, che ha registrato 7.928 visitatori al giorno, poco meno dei 7.984 accorsi ogni giorno nella stessa sede ad ammirare le opere impressioniste dal parigino Musée d’Orsay che al Centro Cultural Banco do Brasil di San Paolo hanno attirato quasi 6mila visitatori al giorno.
La parola «capolavoro» è apparsa nel titolo di 22 mostre incluse nella ricerca. Oltre al Mauritshuis, al Musée d’Orsay e all’Ermitage, le istituzioni prestatrici che hanno inviato mostre di grande successo all’estero comprendevano il Museum of Fine Arts di Boston, il Prado di Madrid e il Musée National Picasso di Parigi. L’arte giapponese di Boston e i Goya del Prado hanno riscosso grande successo di pubblico a Tokyo. I Picasso dal Musée National Picasso hanno richiamato le folle: 4287 a Milano, 2959 a Toronto e 2737 a Sydney, come già era avvenuto nel 2011 a Seattle, San Francisco e Richmond in Virginia. Bene monografiche di artiste donne. Al MoMA, oltre a Cindy Sherman, le opere di Sanja Ivekovic hanno polarizzato l’interesse dei newyorkesi (5.045 visitatori al giorno). Le fotografie di Francesca Woodman al Guggenheim di New York hanno attratto praticamente lo stesso numero di visitatori delle sculture di John Chamberlain (3.501 per le prime e 3.583 per le seconde). A Washington il «Pellegrinaggio» fotografico di Annie Leibovitz, allo Smithsonian American Art Museum, ha attirato quasi lo stesso numero di visitatori di «Song 1» di Doug Aitken, una videoinstallazione che utilizzava la facciata circolare dell’Hirshhorn come schermo a 360 gradi (3.367 per Leibovitz e 3.401 per Aitken).
In Italia la mostra più visitata per numero di visitatori totali è quella già citata su «Picasso» a Palazzo Reale di Milano (557.341 visitatori, 4.287 al giorno) seguita da «Van Gogh e il viaggio Gauguin» (346.025 visitatori, 2.035 al giorno) al Palazzo Ducale di Genova e «Vermeer» (307.971 visitatori, 2.825 al giorno) alle Scuderie del Quirinale, ma per visitatori al giorno (5.040) è balzata in testa «Amore e Psiche» a Palazzo Marino che in totale ha registrato solo 226.839 visitatori.

• Ricerca realizzata da Toby Skeggs e Pac Pobric, Laurie Rojas, Vanessa Saraceno, Victoria Stapley-Brown e Raffaella Roddolo

Javier Pes ed Emily Sharpe , da Il Giornale dell'Arte numero 330, aprile 2013


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