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Mostre

Roma

Zen, giganti e anarchia

Sam Durant, Hidetoshi Nagasawa e opere di grande formato al Macro

Marko Lulic, «Death of The Monument», 2009 Legno e plastica  307 x 746 x 100 cm Collezione Raffaella e Stefano Sciarretta, Nomas Foundation, Roma

Roma. In aprile il Macro inaugura le mostre della stagione primavera-estate 2013, aperte fino al primo settembre. Il direttore Bartolomeo Pietromarchi cura una personale dello statunitense Sam Durant (Seattle 1961), aperta dal 23 aprile. Durant, che vive e lavora a Los Angeles, con la sua ricerca ripercorrere con spirito critico la storia americana, dalle battaglie per i diritti civili alla musica rock del Sud, come documentano in mostra, tra le altre opere, «Upside Down Flag with Cattle» (2001), e «Black Powder (there are some who say)» (2011). È esposto anche il frutto del suo recente interesse per il movimento anarchico carrarese di fine Ottocento, al quale Durant ha dedicato un ciclo di installazioni, «Propaganda of the Deed» (2011): busti in marmo incompiuti raffiguranti anarchici livornesi campeggiano sullo sfondo di bandiere nere e sono accompagnati da contenitori di esplosivi con incise loro citazioni.
Curata da Bruno Corà e Aldo Iori, sempre dal 23 si apre una personale di Hidetoshi Nagasawa (1940), che ancora prima di Cattelan approdò in bicicletta nel mondo dell’arte, ma partendo dal suo Paese d’origine, il Giappone. Giunto a Milano, il furto della bicicletta venne interpretato dall’artista come un segno del destino e sarebbe questa la ragione che lo convinse a stabilirsi nel capoluogo lombardo dalla fine degli anni Sessanta. Nelle sue opere lo spazio e la luce, smaterializzati tramite un gioco di equilibri e di forze, sono tratti della cultura orientale che Nagasawa ha concorso a diffondere a Roma. Al Macro espone sette grandi installazioni, di cui alcune inedite per l’Italia: tra le altre, «Iride» (1993), «Ombra verde» (2000), «Yugao Jole» (2005-13) e «Selinunte Dormiveglia» (2009), in cui impiega marmo, acqua, legno e metalli, come il rame.
Nel frattempo il Macro Testaccio, fino al 5 maggio, ospita «Extra Large», opere e installazioni dal formato particolarmente grande. Prestate da fondazioni, collezionisti privati e galleristi, le opere sono, tra gli altri, di Jeff Wall, Pietro Ruffo, Avish Khebrehzadeh, Pietro Roccasalva, Pedro Cabrita Reis e Marko Lulic.
Infine, è stato lanciato il nuovo bando del concorso Programma Artisti in residenza, la cui scadenza è fissata al 16 giugno per presentare le domande riguardanti i periodi agosto-novembre 2013 e febbraio-maggio 2014. Ai sette vincitori saranno assegnati una borsa di studio mensile o alloggi per la durata del progetto e di un cachet di produzione. Alla fase creativa della durata di quattro mesi, seguirà l’esposizione per altrettanti mesi delle opere realizzate.

Francesca Romana Morelli, da Il Giornale dell'Arte numero 330, aprile 2013


  • Sam Durant, Black Flag, Unfinished Marble (Errico Malatesta), 2011 marmo di carrara, bandiera di raso, tubo in acciaio | carrara marble, satin flag, steel pipe dimensioni variabili: busto, 45 cm x 28 cm x 21 cm | variable dimensions: bust, 45 cm x 28 cm x 21 cm Courtesy Franco Soffiantino Contemporary Art Productions Copyright Dario Muzzarini - Stefano Monti
  • Pietro Ruffo, «Youth of the Hills»,  2008. Courtesy l’artista e Galleria Lorcan O’Neill, Roma

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