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Mostre

Pezzi da pubblicità

Gorizia. Contenitori e affiche di latta, manifesti, pietre litografiche, bozzetti (alcuni dei quali inediti), tutti riconducibili allo stabilimento tipografico Passero-Chiesa e confluiti, tra il 2005 e il 2007, nell’omonimo fondo acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia: ecco l’oggetto della mostra «Réclame. Manifesti e bozzetti del primo ’900 dal Fondo Passero-Chiesa», che fino al 29 settembre è allestita negli spazi espositivi della Fondazione goriziana in via Carducci per la curatela di Annalisa Delneri e Isabella Reale. Nove sezioni narrano l’evoluzione aziendale della tipografia fondata a Udine nel 1871 e al tempo stesso illustrano la storia della comunicazione d’impresa, della grafica e quella del costume includendo la nascita dell’economia del consumo. Partendo dall’avvio dell’attività tipografica dello stabilimento, inizialmente incentrata sulle vedute di città italiane, il percorso prosegue seguendo l’allargamento del raggio d’azione per collaborazioni e committenze (anche al di fuori dei confini veneti e friulani). Dai bozzetti di Antonio Bauzon, artista al quale vennero affidate le prime committenze di pubblicità commerciale (come quelle per i biscotti umbri dei F.lli Paoli e per l’American Cordiale) la narrazione procede con i manifesti legati a eventi occasionali (si vedano quelli per l’arrivo del Circo Kludsky illustrato da Antonio Sencig, personalità alla quale è dedicata anche una particolare sezione in mostra). Dal 1906, con l’affidamento della direzione pubblicitaria a Giuseppe Chiesa, poi subentrato allo stesso fondatore, la produzione si apre sempre più a fiere, ricorrenze, promozione di località turistiche (Tarvisio, Jesolo, Lignano) per poi includere «l’arte della persuasione e l’estetica delle merci» (la Birra Dreher, il caffè Hausbrandt, l’iconica immagine della Birra Moretti con due mori reggenti un enorme calice di birra, le macchine da cucire della «Compagnia Singer»). In chiusura, l’omaggio a Tullio Crali, che collaborò con lo stabilimento per un solo anno (tra il 1932-33), la centralità della donna nel messaggio pubblicitario e un’ultima sezione dedicata esclusivamente alla moda (nella foto, «Birra Dreher Trieste», latta litografata di Giovanni Scolari del 1930 ca).

Veronica Rodenigo, da Il Giornale dell'Arte numero 330, aprile 2013


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