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Musei

Wunderkammer Correr

Vittore Carpaccio, Madonna con il Bambino, tempera su tavola, 1487 ca, Venezia, Museo Correr


Venezia. A partire da aprile, il percorso espositivo del Museo Correr si arricchisce di nove sale, ordinate tematicamente, che recuperano «l’originaria natura di collezione delle eccellenze», alla base dell’attività di Teodoro Correr. L’idea è quella di ricreare una Wunderkammer tutta veneziana.
In mostra dipinti, sculture, bronzi, ma anche avori, smalti, oreficerie, gemme, maioliche, oltre a mobili, orologi, arazzi, stampe e miniature, per far rivivere l’atmosfera propria della rinascimentale «stanza delle meraviglie».
Si parte dalla prima sala dedicata all’originaria ambientazione della «Raccolta Correr d’Arte e Storia», nucleo originario dei Musei Civici di Venezia, per proseguire con un ambiente dedicato agli oggetti d’arte sacra medievale, testimonianza del ruolo svolto da Venezia quale «crocevia di arti preziose».
La terza sala riunisce opere da cui emerge l’importanza della visione e della raffigurazione dello spazio nella ricerca artistica tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento. Lo studio e il restauro delle opere conservate nei depositi del museo, protagoniste del nuovo percorso espositivo, sono stati occasione di scoperte, come tre nuovi dipinti attribuiti a Carpaccio, un inedito di Lotto e un ritratto di Ferrante d’Avalos, attribuito a Leonardo e quasi dimenticato, ora riproposto. Uno spazio è dedicato alle «private raffinatezze cosmopolite» presenti nella «casa del mercante veneziano».
Dopo la sala dedicata al «Cinquecento veneziano tra cultura, lusso e meraviglia», in cui è possibile farsi un’idea dell’opulenza dei palazzi di quel periodo, l’esposizione del Servizio Correr di Nicola da Urbino (1510, nella foto): 17 piatti rotondi raffiguranti la storia di Orfeo ed Euridice, storie tratte dalle Metamorfosi di Ovidio e dal Vecchio Testamento. A seguire l’«Antico tra archeologia e fantasia», che ospita bronzetti, placchette e medaglie. Il percorso si conclude con i «bronzetti veneziani del Cinquecento: la piccola, grande scultura manierista» e la «Rivoluzione dell’immagine moltiplicata», ossia la stampa xilografica. In mostra due capolavori dell’incisione rinascimentale su matrice lignea: «Veduta di Venezia a volo d’uccello» di Jacopo de’ Barbari e «La sommersione del faraone nel Mar Rosso» di Tiziano.

Anna Saba Didonato, da Il Giornale dell'Arte numero 330, aprile 2013


  • Nicola da Urbino, Piatto del «Servizio Correr» (Orfeo suona per gli animali), maiolica dipinta, Urbino, inizio XVI secolo. Venezia, Museo Correr
  • Vittore Carpaccio (attr.), Ritratto del doge Leonardo Loredan, tempera su tavola, 1501 ca, Venezia, Museo Correr

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