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Mostre

Chicago

Qui Picasso aveva trovato l’America

La storia dell’amore ricambiato tra la capitale dell’Illinois e il genio spagnolo

Pablo Picasso, «Minotauro e cavallo ferito», 1935. The Art Institute of Chicago, dono anonimo. © 2013 Estate of Pablo Picasso / Artists Rights Society (ARS), New York.

Chicago (Stati Uniti). La mostra «Picasso e Chicago», che si apre all’Art Institute dal 20 febbraio al 12 maggio, propone più di 250 opere della collezione del Museo oltre a prestiti da collezioni private della città e non solo. A questa si aggiungono dieci mostre satellite che esaminano le fonti di ispirazione dell’artista spagnolo, dall’arte africana a Paul Cézanne. Pur non avendo mai visitato l’America, Picasso aveva un debole per Chicago, dove vivevano molti collezionisti che accolsero con immediato favore il suo lavoro. L’occasione per questa celebrazione è il centenario dell’Armory Show del 1913, una cui versione in scala ridotta venne ospitata dall’Art Institute dopo il suo debutto newyorkese (cfr. l’articolo a p. 34). Tra le 700 opere di arte moderna che all’epoca giunsero a Chicago, ve n’erano infatti alcune di Picasso. Stephanie d’Alessandro, curatrice di arte moderna del Museo e della mostra, spiega come un disegno di Picasso del 1906 raffigurante una contadina, appartenente alla collezione dell’Art Institute, abbia un significato speciale, poiché si tratta della prima opera di Picasso vista negli Stati Uniti quando fu esposta da Alfred Stieglitz nella sua galleria nel 1911.
Collezionisti di Chicago come Frederic Clay e Helen Birch Bartlett permisero al Museo di entrare in possesso di opere di Picasso a partire dagli anni Venti. Tra queste, «Il vecchio chitarrista» del 1903-04. L’ammirazione della città per l’artista culminò nella commissione di una scultura monumentale presentata nel 1967 davanti al Richard J. Daley Center. Alto più di 15 metri e dal peso di 162 tonnellate, l’enorme volto umano fu un dono dell’artista, che rifiutò un assegno da 100mila dollari. A corteggiare assiduamente Picasso per quell’opera fu il celebre architetto di Chicago William Hartmann. Quando l’artista scoprì che l’Art Institute possedeva «Madre con bambino» del 1921, donò ad Hartmann il frammento di una tela che raffigurava un uomo con un pesce in mano, dicendogli di consegnarlo al Museo; loro avrebbero capito di cosa si trattava. I conservatori confermarono infatti che l’opera faceva parte della composizione originaria e ritraeva il padre del bambino, di cui si erano perdute le tracce.

Javier Pes, da Il Giornale dell'Arte numero 328, febbraio 2013


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