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Mostre

Modena

Paik da Stockhausen a Pavarotti

Anche un omaggio al tenore in una retrospettiva dell’artista coreano

Nam June Paik, «Images of John Cage’s 26’1.1499 for a String Player Performance at the Café Go-Go, New York», 1990

Modena. Nam June Paik (1932-2006) torna a esporre in Emilia dopo un’ampia personale che i Chiostri di San Domenico di Reggio Emilia gli dedicarono, in vita, nel 1990. Nell’occasione attuale la Galleria Civica, diretta da Marco Pierini, organizza dal 16 febbraio al 2 giugno presso Palazzo Santa Margherita e la Palazzina dei Giardini la mostra «Nam June Paik in Italia» (catalogo Silvana Editoriale). Gli oltre 100 lavori esposti, provenienti da collezioni pubbliche e private, scelti da Pierini insieme a Silvia Ferrari e Serena Goldoni e con la collaborazione di Solares Fondazione delle Arti di Parma, «raccontano» l’artista, anche compositore e soprattutto videoartista e tra i principali autori del movimento Fluxus, a vent’anni dalla vittoria del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1993.
L’ordinamento della mostra vede al centro del percorso i numerosi lavori appartenuti alle collezioni di Antonina Zaru, Rosanna Chiessi e Carlo Cattelani, insieme a documenti, testimonianze fotografiche e video individuati nei mesi scorsi nel corso di una ricerca svolta soprattutto nelle raccolte emiliane costituite a partire dalla stagione dell’happening newyorkese, dal 1964. Al centro dell’opera di Paik è una spasmodica ricerca di nuovi mezzi espressivi e ambientazioni performative legate in tanti casi alla musica elettronica (agli inizi della carriera collabora con Stockhausen) e a complessi meccanismi cibernetici. Il percorso pensato per la Galleria Civica analizza i principali periodi creativi, come gli anni del rapporto con la violoncellista Charlotte Moorman proseguito sino al 1974 o gli anni Ottanta, nei quali la ricerca si concentra sulla tecnologia satellitare e sul mondo del computer. Non manca un’opera legata alla città, come il «robot» dedicato al tenore modenese Luciano Pavarotti.

Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 328, febbraio 2013


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