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Mostre

New York

La costante di Ileana era il cambiamento

Al MoMA si riesplora l’attività di gallerista e di collezionista della Sonnabend

Ileana Sonnabend aveva otto anni quando scoprì il fascino dell’arte durante un viaggio a Vienna. Sua madre, incerta su cosa fare con la bambina mentre andava a fare shopping con la figlia più grande, la lasciò al Kunsthistorisches Museum, libera di visitarlo. «Ero elettrizzata», ricorderà in seguito la mercante d’arte, che in quell’occasione trascorse ore con Arcimboldo e Brueghel e fu particolarmente colpita da Velázquez e Tiziano: «Fu uno dei momenti più belli della mia vita». Quando morì, nel 2007 all’età di 92 anni, avrebbe avuto molti altri momenti come quelli di cui parlare. Tra i primi sostenitori di Robert Rauschenberg e Jasper Johns alla fine degli anni Cinquanta, il suo gusto si sviluppò con il passare del tempo. Negli anni Sessanta nelle sue gallerie esponevano Andy Warhol e Robert Morris. Anni dopo, John Baldessari, Jeff Koons e Peter Halley sarebbero entrati a far parte della sua scuderia. «Ciò che sorprende è che il suo gusto ha spaziato tra così tante generazioni», ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Pac Pobric, da Il Giornale dell'Arte numero 337, dicembre 2013


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