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Libri

Dai semipreziosi al neoprene: la storia del bijou d’autore italiano

Silvia Beccaria, «Mora d'inverno», Torino 2008, cotone e neoprene, collezione privata

Il volume, di quasi quattrocento pagine e altrettante perfette immagini fotografiche, opera di Deanna Farneti Cera, titola Fashion Jewellery made in Italy (Antique Collectors’ Club edizioni) ed è scritto interamente in inglese, sia il saggio critico, sia le schede biografiche degli autori le cui creazioni disposte in ordine cronologico delineano una vicenda stilistica lunga un secolo.
All’inizio del Novecento il monile realizzato in materiale non prezioso o semiprezioso, per solito, altro non è che il prototipo di un gioiello o una sua replica. Ma non ci vorrà molto perché esso smetta tale dipendenza e prenda vie autonome e originali. Fra gli anni Cinquanta e Sessanta, infatti, questo tipo di accessorio può dirsi ormai affermato, grazie anche all’attenzione riservatogli dalle riviste femminili. A interessarsene saranno poi i più rinomati ed internazionali stilisti di moda italiani. Due nomi soltanto, dei molti menzionati, in quanto rappresentano due diversi atteggiamenti. Armani, i cui bijou non hanno rapporto con il capo d’abbigliamento omonimo, se non per il rigore e l’eleganza della forma. Missoni che viceversa crea collane e bracciali che proseguono gli inconfondibili mélange tessili dei suoi abiti. Sebbene per questi nuovi bijou si impieghino sempre più spesso materiali inconsueti e si faccia sempre più uso di polimeri plastici, non mancano, nella rassegna voluta dall’autrice, creatori di veri gioielli, nel senso tradizionale del termine. È il caso di Merù, un sardo emigrato a Milano e formatosi come orologiaio di alta precisione. Il suo laboratorio è tutt’ora attivo in via Solferino e un sito, un po’ nostalgico, ne racconta la storia e mostra i suoi attrezzi e le sue opere.
Invece è piuttosto difficile immaginare lo strumento che impiega Silvia Beccaria, un’affermata artista torinese, presente nel volume con due esemplari datati 2008 e 2009 («Winter Blackberry», «Kroma)». Si tratta di ornamenti da portare al collo, che hanno la vistosità e al contempo la leggerezza che era delle gorgiere indossate delle nobildonne del Seicento. Ma anziché impiegare candidi fili di lino, ad essere usati sono in un caso dei tubicini di gomma nera (neoprene), nell’altro dei cilindretti di gommapiuma color antracite. L’autrice introduce questi materiali in guisa di trama, entro un ordito di cotone teso in un telaio manuale. Il movimento che compie è dunque quello antico di una tessitrice, ma le sue opere recano il segno contemporaneo dell’eleganza e dell’inquietudine.

Fashion Jewellery made in Italy, di Deanna Farneti Cera,  392 pp., ill., Antique Collectors' Club, Woodbridge (Uk) 2013,  £45.00

Anna Maria Colombo, edizione online, 10 dicembre 2013


  • La copertina del volume
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