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Londra

Codice Klee

Un’attesa retrospettiva segue il criterio catalogatorio dell’artista svizzero

Paul Klee, «Redgreen and Violet-Yellow Rhythms» 1920 Lent by The Metropolitan Museum of Art, The Berggruen Klee Collection, 1984 (1984.315.19) Image  © The Metropolitan Museum of Art / Source: Art Resource/Scala Photo Archives

Londra. Nel 1910 Paul Klee iniziò a catalogare la sua opera in un archivio che mantenne per circa trent’anni. Ogni anno identificava una nuova sequenza. La sigla «1922, 152» di «Abenteuer eines Fräuleins», ad esempio, indica che l’opera fu la 152ma numerata nel 1922. Secondo Matthew Gale, curatore della retrospettiva «Paul Klee», alla Tate Modern sino al 9 marzo, questi numeri indicano «momenti di ispirazione condivisa tra un’opera e l’altra. La codificazione di Klee, continua lo studioso, ci consente di identificare opere realizzate nello stesso periodo. Poteva succedere che opere totalmente diverse fossero una vicino all’altra nel suo studio». Mentre altre rassegne dedicate all’artista svizzero (1879-1940) sono state tematiche, e non hanno preso in considerazione il criterio cronologico, quella attuale segue direttamente l’ordine stabilito dall’artista.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Julia Michalska, da Il Giornale dell'Arte numero 336, novembre 2013

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