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Musei

Shanghai

L’arte cinese riflette su se stessa

Un mix di arte contemporanea e tradizionale nell’atteso Museo Himalayas, progettato da Isozaki

La sede dello Zendai Himalayas Art Museum, progettata dal giapponese Arata Isozaki

Shanghai. L’arte contemporanea cinese è entrata in una «terza fase, più riflessiva», spiega Zhang Pingjie, direttore curatoriale del Zendai Himalayas Art Museum, un nuovo, grande, spazio che, con grande ritardo rispetto alla data prevista, ha aperto lo scorso giugno a Shanghai. L’interazione tra le espressioni estetiche passate e attuali dell’arte cinese costituisce il tema della mostra inaugurale del museo, «Insightful Charisma», chiusa a settembre e vista da circa 25mila persone ogni mese. «Tutti guardano al passato, dichiara Zhang, e meditano su come debba essere l’arte contemporanea cinese» e, soprattutto, come può attingere dalla lunga tradizione culturale cinese senza rimanervi troppo legata. «Dobbiamo capire come mettere in relazione la grande arte cinese tradizionale e quella degli artisti di oggi, facendo ricorso a un linguaggio contemporaneo», aggiunge. Promuovere ...
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(il testo integrale è disponibile nella versione cartacea)

Lisa Movius , da Il Giornale dell'Arte numero 335, ottobre 2013


  • La hall del museo

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