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Il Giornale delle Mostre

Parigi

Angkor è sempre spettacolare

Al Musée Guimet l’arte khmer e le esplorazioni di Louis Delaporte in Cambogia

«Testa di Shiva», scoperta nel 1873-74 da Louis Delaporte, Tempio di Phnom Bok, inizio del X secolo, grès. © Musée Guimet

Parigi. Il mito di Angkor è nato in Europa, in particolare in Francia, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, diffuso grazie alle Esposizioni universali e coloniali. Figura emblematica di questa scoperta dell’arte khmer della Cambogia antica è l’esploratore francese Louis Delaporte (1842-1925), che dopo numerose missioni sul posto fondò il museo indocinese del Trocadéro, istituzione scomparsa nel 1937, le cui collezioni sono ora conservate al Musée Guimet. A questa avventura il Guimet dedica dal 16 ottobre al 13 gennaio una grande mostra che attraverso 250 opere ri- costruisce la storia della presenza dell’arte khmer in Europa. «Angkor. Nascita di un mito-Louis Delaporte e la Cambogia» presenta opere originali khmer in pietra del X-XIII secolo provenienti dai sei principali siti archeologici (Koh Ker, Beng Mealea, Preah Khan, Kompong Svay, Bayon e Angkor Thom), oltre a pitture, documenti grafici, fotografie e calchi in gesso, realizzati a cavallo tra XIX e XX secolo. La mostra si apre con l’evocazione della missione di esplorazione del Mekong del 1866-1868, occasione dei primi contatti tra esploratori francesi e i monumenti di Angkor. Sono illustrate le missioni guidate da Louis Delaporte, nel 1873-74 e nel 1881-82: l’esploratore, che si era posto l’obiettivo di «far entrare l’arte khmer al museo», tornato in Francia divenne conservatore ed è all’origine della fondazione del museo khmer di Compiègne (1874-78), del padiglione della Cambogia all’Esposizione universale del 1878 e del museo indocinese del Trocadéro. La seconda parte della mostra è dedicata appunto a questo museo, con rimandi ai padiglioni della Cambogia nelle varie Esposizioni universali, dal 1878 al 1931. Nelle sale delle mostre temporanee del Guimet è possibile ammirare, per la prima volta dal 1927, alcuni impressionanti calchi di monumenti khmer, realizzati tra il 1870 e la fine degli anni Venti, che erano stati esposti al Trocadéro e restaurati di recente. Una scenografia originale propone un calco molto frammentato che evoca i «destini spezzati» di collezioni a lungo trascurate. La mostra si chiude nelle sale dedicate all’arte khmer con la ricostruzione di una delle torri con volti scolpiti del tempio del Bayon. Nel percorso espositivo, oltre a una fitta documentazione sulla costruzione del mito di Angkor, sono presenti anche opere di artisti dell’inizio del secolo scorso, come Paul Jouve, che illustrano l’impatto della scoperta dell’arte khmer sulla creazione europea.

Anna Maria Merlo , da Il Giornale dell'Arte numero 335, ottobre 2013


  • Leone scoperto nel 1873-74 da Louis Delaporte, Tempio di Preah Thkol, Preah Khan di Kompong Svay Fine XII-inizio XIII secolo, grès. © Musée Guimet
  • Calco di un bassorilievo del padiglione nord-ovest di Angkor Vat (prima metà XII secolo): Rama uccide Marica (particolare) Fine XIX secolo H. 97 cm - L. 142 - P. 12 cm

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