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Archeologia

Scoperta a Ciampino la villa di Messalla, mecenate di Ovidio

Riemersi ambienti termali, mosaici e un gruppo di statue relative al mito di Niobe, cantato dal poeta latino nelle «Metamorfosi»

Una veduta del ritrovamento

Roma. Per l’ennesima volta è l’archeologia preventiva a portare a una delle scoperte più sensazionali degli ultimi anni. A Ciampino, lungo la via dei Laghi che dall’Urbe porta ai Castelli, è stata ritrovata la villa di Marco Valerio Messalla Corvino, generale e console ma anche poeta, oratore e soprattutto mecenate dei maggiori letterati romani d’età augustea, tra cui Tibullo e Ovidio, che riuniva in un celebre circolo intellettuale. A emergere per ora diversi ambienti termali con frammenti di mosaici e una natatio lunga oltre 20 metri al cui interno era sepolto un gruppo di sculture quasi integre alte oltre due metri e relative al mito di Niobe e dei Niobidi cantato proprio da Ovidio nelle sue Metamorfosi. «Statue di Niobe ne sono state trovate in passato, ma nel caso di Ciampino abbiamo buona parte del gruppo, spiega Elena Calandra che dirige la Soprintendenza archeologica del Lazio, sette statue d’età augustea complete, ma anche una serie di frammenti che possono essere ricomposti». Alessandro Betori, direttore scientifico degli scavi, sottolinea poi l’assoluta novità iconografica delle due inedite figure maschili di giovani che osservano l’eccidio dei fratelli.

F.C.G., edizione online, 8 gennaio 2013


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