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La Warhol Foundation sceglie Christie’s

Accordo a lungo termine tra l’ente americano e la casa d’aste per la vendita di opere dell'artista di proprietà della fondazione

New York. Il 5 settembre la Andy Warhol Foundation for the Visual Arts (WF) ha annunciato di aver stipulato un accordo a lungo termine con la casa d’aste Christie’s per la vendita di «migliaia» di opere di Andy Warhol dalle sue collezioni. L’ente newyorkese, che quest'anno ha chiuso il suo «authentication board» dopo una serie di cause legali, si propone di utilizzare i fondi che ricaverà con le vendite per aumentare le proprie sovvenzioni, che finora ammontano a circa 250 milioni di dollari. Le opere sono stimate oltre 100 milioni di dollari.
Christie’s, che ha riscontrato a luglio un aumento del 15% nel numero dei clienti attivi su internet, dichiara in un comunicato stampa che venderà tramite il sito molti dei disegni, delle stampe e delle fotografie dell’artista. Steven Murphy, ceo di Christie’s, ha affermato che la piattaforma online porterà l’opera di Warhol a «nuovi settori di clientela, ovunque e dovunque». Il mercante newyorkese Paul Kasmin ha dichiarato al «Wall Street Journal» che il progetto di vendere opere sul web «denota la scarsità di opere da prezzo record». Altri temono che questo possa danneggiare il mercato di Warhol.
Alcuni lavori verranno anche venduti in sala d’aste: si comincia il prossimo 12 novembre a New York, con più di 350 opere dalle proprietà dell’artista. Sono previste anche vendite a trattativa privata, mentre quelle online inizieranno a partire da febbraio dell'anno prossimo.
Per Maxwell Anderson, direttore del Dallas Museum of Art,  il progetto della fondazione è «un atto controcorrente e benvenuto»: «Warhol, dice, in tutta la sua vita ha detestato i luoghi comuni e le convenzioni, così non sorprende nessuno che i suoi legatari abbiano fatto lo stesso. La vendita e il trasferimento di maggior parte della sua opera dovrebbe beneficiare in ultima istanza il pubblico con mostre e progetti».
La fondazione ha anche annunciato che donerà «opere significative» a musei per festeggiare il suo venticinquesmo anniversario. L’ente, fondato nel 1987, ha effettuato elargizioni a musei e organizzazioni non profit, artisti, alla propria «società sorella» Creative Capital e all’Andy Warhol Museum di Pittsburgh. La fondazione gestisce i diritti per le immagini di Warhol e i marchi commerciali relativi al suo nome e alla sua firma. Il suo «authentication board» ha sostenuto un costo di 7 milioni di dollari di parcelle legali per contrastare una causa intentata dal collezionista statunitense Joe Simon-Whelan, che accusava il board di creare una sorta di monopolio della domanda delle opere dell’artista. La causa si è chiusa nel 2010.

Riah Pryor, edizione online, 7 settembre 2012



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