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Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti

Il trio Maraniello-Spadoni-Verzotti dovrà «revisionare» la rassegna e avviare il dopo Evangelisti

Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni

Bologna. Due punte, Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni e un regista, Gianfranco Maraniello, per usare la metafora calcistica utilizzata al momento delle nomine della triade di direttori dal presidente di Bologna Fiere Duccio Campagnoli. Ai primi due (rispettivamente curatore già in forza al Castello di Rivoli e al Mart di Rovereto e direttore del Mar di Ravenna) il compito di aprire, con contratto biennale, il dopo Silvia Evangelisti, direttrice artistica per otto anni, dando vita alle edizioni 2013 e 2014 di ArteFiera Art First. Maraniello, direttore del MAMbo-Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bologna, invece è stato designato dal Comune quale responsabile delle iniziative «Off» nei giorni di ArteFiera e prende il posto di Julia Draganovic: «Sono soddisfatto, spiega Maraniello, perché oggi il rapporto tra il nostro museo e ArteFiera è più solido: sono a Bologna dal 2005 e ricordo che uno dei temi che preoccupava era l’allontanamento della Gam, allora a fianco dell’Expo fiere, prevista con l’apertura della nuova sede all’ex Forno del pane. Ma era un distacco solo fisico, ora realizzeremo eventi di qualità». Verzotti si occuperà degli aspetti più legati al contemporaneo, mentre a Spadoni è affidata la parte del Novecento storicizzato. Abbiamo rivolto tre domande ai nuovi responsabili.
Giorgio Verzotti, quali sono gli obiettivi a breve e a lungo termine di ArteFiera?
Abbiamo obiettivi a medio termine, essendo stati nominati per due anni. Non partiamo dal nulla, ma dalla fiera principale d’Italia che era giunta negli anni a un numero elefantiaco di gallerie, oltre 200. Noi accettiamo lo snellimento, quel che manca un po’ è lo sguardo all’internazionalità: ora abbiamo sei mesi per contattare gallerie estere di qualità che pure in passato, anni fa, a Bologna sono venute. Poi c’è l’aspetto legato ai giovani artisti: senza scimmiottare rassegne, come Artissima, che se ne occupano molto bene, dobbiamo consolidare questo aspetto. In sintesi posso dire che Artefiera fa degli aspetti generalisti la sua forza, ma come una Ferrari ha anch’essa bisogno di una revisione.
Come immagina l’edizione del 2013?
È presto per anticipare i contenuti; per ora manteniamo tutto uguale alle ultime edizioni anche se saremo più snelli viste anche le difficoltà economiche del momento. Avremo meno eventi «off» in città, ma di qualità e calerà anche il numero di dibattiti e incontri in fiera che saranno più focalizzati sul mercato dell’arte.
Claudio Spadoni il ’900 storicizzato è uno dei punti di forza di ArteFiera...
Occorre mantenere e accrescere il primato della fiera, legato a un’identità storica che abbraccia oltre un secolo di arte, per questo sono state individuate due figure curatoriali. Un aspetto primario sarà quello di dare maggiore visibilità all’arte italiana perché non adeguatamente valorizzata: all’ultima edizione di Art Basel, ad esempio, ho visto solo Morandi, De Chirico e piccoli Balla. Il XX è invece un secolo importante per l’Italia e io, pur essendo lontano mille miglia da qualunche forma di nazionalismo, intendo riproporre artisti immeritatamente dimenticati della generazione precedente i Manzoni e Fontana. Non ci sono solo Burri, Vedova e Afro, ma tanti altri.

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Stefano Luppi, da Il Giornale dell'Arte numero 322, luglio 2012


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