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Mostre

Londra

Ballando con gli dei

Tre dipinti di Tiziano ispirano tre balletti con scenografie d’artista

Londra. «Metamorphosis: Tiziano 2012», una mostra e un balletto rispettivamente alla National Gallery (dall’11 luglio al 23 settembre) e alla Royal Opera House (il 14,16,17 e 20 luglio alle 19.30) è una vigorosa esplosione di canoni culturali occidentali, è un duplice evento che prende spunto dalle Metamorfosi di Ovidio quale fonte cui Tiziano Vecellio attinse ricevendo, nei primi anni ’50 del Cinquecento, da Filippo II di Spagna la commessa di dipingere una serie di «poesie». Il pittore veneto ne completò sei; l’ultima («La morte di Atteone») rimase incompiuta. Tre di queste opere costituiscono il cuore della mostra: si tratta di «Diana e Atteone» e «La morte di Atteone», di proprietà della National Gallery, e di «Diana e Callisto» acquistato agli inizi dell’anno dalla galleria e dalle National Galleries of Scotland per 45 milioni di sterline dal Duca di Sutherland. Ciascuno di essi è stato indicato dalla curatrice della National Gallery, Minna Moore-Ede, a terne di compositori, coreografi e artisti e a un gruppo di poeti come soggetto per un balletto. I compositori sono Mark-Anthony Turnage, che ha già concepito musica riferita a dipinti (il suo omaggio a Bacon intitolato «Three Screaming Popes» è del 1988-89), Jonathan Dove e Nico Muhly, meglio noto per la sua partitura del 2008 per il film «A voce alta. The Reader», tratto dall’omonimo romanzo di Bernhard Schlink del 1995. I tre balletti sono coreografati e interpretati da sei autori-ballerini (Wayne McGregor, Kim Brandstrup, Christopher Wheeldon, Will Tuckett, Jonathan Watkins e Liam Scarlett), cui si aggiunge Alastair Marriott, l’étoile del Royal Ballet. Le scene sono state affidate a un terzetto di noti artisti britannici. Tra loro, Chris Ofili e Mark Wallinger si sono confrontati con gli antichi maestri, il primo con il contestato dipinto «The Holy Virgin Mary» (1996) e il  secondo con «Ecce Homo» (1999). Il trentacinquenne Conrad Shawcross è invece noto per le sue complesse e affascinanti installazioni in forma di macchine che prendono ispirazione principalmente da idee scientifiche.

© Riproduzione riservata

Donald Lee, da Il Giornale dell'Arte numero 322, luglio 2012


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