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Il Giornale delle Mostre

Arles

A scuola per imparare, non per vendere

La 43esima edizione dei Rencontres è dedicata all’Ecole Nationale Supérieure de la Photographie con un «patriottismo a vocazione universale»

Sébastien Calvet, «Nicolas Sarkozy, primo giorno all’Eliseo», 2007

Arles (Francia). Les Rencontres Arles Photographie celebrano una storia francese: la 43esima edizione del festival annuale, in programma dal 2 luglio al 23 settembre, è dedicata all’Ecole Nationale Supérieure de la Photographie (Ensp), nata ad Arles nel 1982 per volontà dei fondatori dei Rencontres, il futuro accademico Lucien Clergue, la direttrice Maryse Cordesse, lo storico Jean-Maurice Rouquette, lo scrittore Michel Tournier. L’Ensp è la sola scuola in Francia esclusivamente dedicata alla fotografia, diventata un punto di riferimento di livello internazionale.
L’omaggio dei Rencontres nel trentennale dalla fondazione significa, per il presidente Jean-Noël Jeanneney, interrogarsi «sull’esistenza di un’eventuale maniera francese in questo importante campo della creazione», naturalmente «senza nessuno chauvinismo,  aggiunge, ma anche senza sentirci obbligati a voltare le spalle a un patriottismo aperto sul mondo e, insomma, a vocazione universale».
Per festeggiare l’Ensp, sono esposte le opere di una trentina dei 640 diplomati della scuola dagli anni ’90 a oggi, per le quali «è difficile generalizzare una filiazione scolastica, spiega il direttore François Hébel. Queste fotografie sono anche lontane dagli stereotipi della fotografia umanista francese e se bisogna cercare un’eredità, per alcuni ma non per tutti si trova nel rapporto con il paesaggio». «In un panorama di mostre che per assicurarsi un buon numero di visitatori espongono opere di fotografi celebri, spesso già morti, ciò che è prioritario per i Rencontres, continua Hebel, è presentare opere originali e inedite. I Rencontres sono pensati per sorprendere i visitatori con una grande varietà di opere e autori sconosciuti. Fa un’enorme differenza mettere in mostra opere semplicemente per esporle, non per venderle».
Una sezione è dedicata ai fotografi insegnanti dell’Ensp: Alain Desvergnes e i suoi paesaggi come ritratti, Arnaud Claass con immagini delle città americane dagli anni ’70, Christian Milovanoff e la decostruzione degli archivi personali. Una mostra è dedicata alle «Collezioni presentate da curatori diplomati dell’Ensp»: è reso un omaggio a Italo Calvino attraverso gli archivi Alinari e offerto un percorso attraverso le «prime volte» nella fotografia: nuove procedure o nuovi utilizzi dal dagherrotipo ai primi autocromi dei fratelli Lumière. Arriva inoltre ad Arles per la prima volta la collezione del Cnap (Centre national des arts plastiques, Parigi e Puteaux): documenti preziosi acquisiti dallo Stato francese che ben rappresentano il lavoro degli ex allievi dell’Ensp. La programmazione di Arles 2012 comprende ancora «Diversità», una mostra delle fotografie sugli zingari di Josef Koudelka, il lavoro di Klavdij Sluban & Laurent Tixador sull’isola di Kerguelen abitata solo da ricercatori, un’installazione del regista Amos Gitai e la presentazione della collezione Jan Mulder sulla fotografia latinoamericana. Per il Prix Découverte, che dal 2002 viene assegnato dalla Fondation Luma a un fotografo scoperto recentemente, sono invitati nella giuria i responsabili di scuole di fotografia straniere, il Royal College of Art di Londra, l’International Center for Photography di New York, il Market Photo Workshop di Johannesburg, l’Università di Arte e Design di Kyoto e l’Università Aalto di Helsinki.

© Riproduzione riservata

Anna Maria Merlo, da Il Giornale dell'Arte numero 322, luglio 2012


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