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Mostre

Gianfrancesco, il frescante di Tolmezzo

Gianfrancesco da Tolmezzo, Madonna con Bambino, 1500 ca, capitello stradale, Prata di Pordenone

Tolmezzo (Udine). Dall’11 luglio Palazzo Frisacco accoglie, sino al 7 ottobre, la piccola esposizione «Gianfrancesco da Tolmezzo e il suo tempo» dedicata al frescante che tra la fine del Quattrocento e il primo decennio del Cinquecento, attraverso la sua opera localizzata nel Friuli occidentale, segnò la produzione artistica coeva, soprattutto in ambito sacro.
Originario del borgo carnico di Socchieve, Giovanni Francesco del Zotto (1450?-1515 ca) può considerarsi «primo fra i minori» della tradizione pittorica locale. Formatosi verosimilmente in ambito veneziano o padovano, non immune, al contempo, da influenze d’Oltralpe mutuate dalle incisioni di Martin Schongauer, Gianfrancesco firma numerosi cicli tutt’oggi visibili in pievi e chiese: San Nicolò di Comelico (1482), Sant’Antonio a Barbeano di Spilimbergo (ante 1489), San Lorenzo a Forni di Sotto (1492), San Martino a Socchieve (1493 ca con l’omonima pala, una delle poche opere su tavola del tolmezzino), Parrocchiale di Provesano (1496) sino a quelli di San Floriano a Forni di Sopra (1500) e di Santa Maria di Pignano di Ragogna (1502).
La mostra a Palazzo Frisacco (a cura del Comitato di San Floriano, la stessa realtà che, sotto la guida di Don Alessio Geretti ha dato origine alla pluriennale tradizione espositiva nel borgo d’Illegio) costituisce un punto di partenza per valorizzare la figura artistica di Gianfrancesco a 500 anni dalla morte. Un incontro con la committenza del tempo (non solo ecclesiastica), con la tecnica dell’affresco (presenti brani staccati, tra le poche testimonianze oggi amovibili come il «Padre Eterno con figure di Apostoli» dal Duomo di San Marco di Pordenone), con un percorso di maturazione stilistica attraverso il confronto con stampe e modelli di riferimento. E se la tavola proveniente dalla Gallerie dell’Accademia di Venezia («Madonna con Bambino e angeli musicanti», nono decennio XV secolo), la «Madonna in trono con Bambino e santi» (1507, già nella Chiesa di Santa Giuliana a Castel d’Aviano, unica opera su tela) e le proiezioni multimediali restituiscono parte d’un approccio conoscitivo, tre specifici itinerari invitano ad esplorare il territorio: quello carnico-bellunese, quello della zona compresa tra Spilimbergo e Pordenone fino al confine con il Veneto Orientale.
A chiudere il percorso di visita: le riproduzioni dei noti taccuini, oggi alla Marciana di Venezia, recanti l’instancabile lavoro documentario di Giovanni Battista Cavalcaselle.
Maggiori informazioni:
Tel. 0433.41247
gianfrancesco@gmail.com
Orario: lunedì 10.30-12.30, pomeriggio chiuso.
Da mercoledì a domenica, 10.30-12.30 15.00-19.00

Veronica Rodenigo , edizione online, 3 luglio 2012


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