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La passione divorante di Mariette

L’audace impresa di Pierre Rosenberg: la ricomposizione delle migliaia di fogli raccolti dall’onnivoro mercante votatosi alla storia dell’arte

Jean-Baptiste Oudry, Grande aigrette Département des Arts graphiques, musée du Louvre © 2009 Musée du Louvre / Suzanne Nagy

Pierre-Jean Mariette ovvero il collezionismo come versante di riflessione teorica, come inveramento di posizioni critiche, e più latamente filosofiche, come assunto complessivo di punti di stazione mentali nutriti da un neoclassicismo dialetticamente illuminista. Mariette il cui abito classicista regola in scritti su artisti e opere letture che risolvono e formulano, nell’angolazione amplificata di una cultura figurativa modernamente «enciclopedica», livelli di approccio ai testi grafici non peraltro estranei a portati concettuali seicenteschi. Mariette, ancora, descrittore nel 1741 della grandiosa raccolta di disegni (oltre 19mila fogli) di Pierre Crozat destinata a disperdersi per volontà testamentaria del suo stesso artefice. Raccolta sulla quale la parola scritta di chi fu riconosciuto come il maggiore e più profondo esperto di grafica del Settecento europeo, aveva già agito e avrebbe ancora agito commentando, accanto ai dipinti, i fogli romani e veneziani incisi in quella che è universalmente nota come Recueil Crozat (Recueil d’estampes d’après les plus beaux tableaux et d’après les plus beaux desseins qui sont en France…, 2 tomi, 1729-42, ripubblicati da Basan nel 1763). Esercizio critico di tale concentrata intensità nell’elaborazione complessiva dei testi (dalla prefazione, alle vite dei pittori, all’analisi stilistica delle opere riprodotte tramite matrici xilografiche e nell’edizione Basan attraverso la manière à lavis) da condurre Mariette a votarsi alla storia dell’arte. Non casualmente Francis Haskell (The painful birth of the art book, 1987) sottolinea il rilievo della Recueil Crozat, come primo libro d’arte, autentico antenato dei moderni cataloghi illustrati. Il mercante di stampe Mariette si trasforma così in storico e critico d’arte, attraverso una esperienza che matura l’interpretazione dei disegni attraverso la scrittura, dunque attraverso strutture segniche traduttrici sulla carta di considerazioni e valutazioni stilistiche su altre, differenti articolazioni di grafemi, formulazioni di pensiero figurativo; i disegni, appunto. L’Abecedario, edizione postuma (1851-60) quanto parziale dei suoi scritti, riverbera tale metamorfosi nelle centinaia di pagine che lo compongono, cadenzate, come già le Vite del Vasari, da notizie sui fogli della collezione del suo autore attento ad apporne su ciascun foglio il marchio di possesso, non meno celebre della, analogamente celebre e plurimitata, tipologia di montaggio. In costante divenire, giunta infine a oltre 9mila unità, quella collezione pervenne, secondo il più frequente e tragico dei copioni, a irreparabile dispersione nelle quarantadue sessioni d’asta seguite, tra il novembre 1775 e il gennaio 1776, alla morte di Mariette. E come le descrizioni e i commenti di quest’ultimo avevano accompagnato i fogli di Crozat verso altri lidi collezionistici, suffragandone successive identificazioni, così l’illustrazione dei singoli fogli sommariamente condotta a matita da Gabriel de Saint-Aubin nella propria copia del catalogo di vendita edito da Basan (Boston, Museum of Fine Arts; ed. della copia anastatica, Electa 2011), fonda la ricomposizione complessiva della raccolta Mariette. Condotta da Pierre Rosenberg e Laure Barthélemy-Labeeuw lungo i meandri del collezionismo privato e delle vicende e politiche di acquisizione museali, la ricostruzione del corpus appare impresa monumentale anche negli esiti editoriali. Sei i volumi programmati (due dedicati agli artisti francesi, tre ai maestri italiani, il conclusivo agli artefici olandesi, fiamminghi e tedeschi), con il sostegno dell’Association Mariette pour la promotion du dessin français e del Museo del Louvre, a contemplare, strumento fondamentale rispetto a esempi di collezione privata o di ubicazione ignota, anche l’integrale restituzione dei disegni in immagini a colori di elevata leggibilità critica.

© Riproduzione riservata

Les dessins de la collection Mariette. Ecole française, di Pierre Rosenberg,  con la collaborazione di Laure Barthélemy-Labeeuw, 2 voll., 1.522 pp., ill. b/n e colore, Electa, Milano 2011, e  600,00

Piera Giovanna Tordella, da Il Giornale dell'Arte numero 321, giugno 2012


  • Hyacinthe Rigaud, «Etude de mains», Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts graphiques. © 2009 Musée du Louvre / Suzanne Nagy
  • La copertina del volume

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