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Restauro

Tiziano d’Alba

Tiziano, «Martirio di san Lorenzo»

Alba (Cn). In nome di san Lorenzo, patrono della città piemontese, la Banca d’Alba si è fatta carico lo scorso anno (cfr. n. 311. lu.-ago. ’11, p. 53) del restauro del «Martirio di san Lorenzo» di Tiziano (nella foto). Il delicato intervento è stato condotto dal Laboratorio di Restauro Nicola di Aramengo e il dipinto è ora esposto (fino al 31 dicembre) all’interno della sede dell’istituto bancario.
Realizzato tra il 1546 e il 1558 su commissione della famiglia patrizia veneziana dei Massolo e ammirato da Filippo II di Spagna, il dipinto dopo la confisca napoleonica è rimasto a Parigi fino al 1815 per poi tornare a Venezia dove è stato sottoposto a interventi incauti. Dal ’700 a oggi la tela ha subito undici restauri accertati e fin dall’inizio «aveva manifestato una certa instabilità a livello di pellicola pittorica, spiega la restauratrice Annarosa Nicola. Al momento del nostro intervento risultava inoltre gravemente compromessa dalla sovrapposizione delle varie patinature e riprese pittoriche arbitrarie. Durante la laboriosa pulitura è riemerso il volto di un personaggio con turbante sul capo prima praticamente illeggibile». Commenta Lionello Puppi, professore dell’Università Ca’ Foscari e coordinatore del restauro: «È stata un’apparizione enigmatica e l’ipotesi che si tratti di un autoritratto di Tiziano può essere interessante e va analizzata con ponderazione. Se fosse confermata, la tesi non sorprenderebbe: autoritratti figurano in altre opere dell’artista. Sarebbe invece importante capire perché Tiziano si sia ripreso nel contesto di questo dipinto. Forse per i suoi legami di ammirazione nei confronti della moglie di Lorenzo Massolo, Elisabetta Querini, probabilmente la vera committente del quadro. Tiziano la dipinse in due occasioni, ma purtroppo entrambi i ritratti sono andati perduti. Altro particolare significativo e al contempo ironico è lo stemma rosso dove compare l’aquila bicipite degli Asburgo e recato da uno dei carnefici di san Lorenzo: uno sberleffo nei confronti di Filippo II e dei suoi funzionari per via delle numerose committenze non onorate a Tiziano da parte del re di Spagna».
Il restauro è stata seguito dalla Soprintendenza speciale di Venezia nelle persone di Giovanna Damiani, Claudia Cremonini e Gloria Tranquilli. Soddisfatto Felice Cerrutti, presidente della Banca d’Alba: «Il mostro istituto ha interamente finanziato l’intervento, assicurazione e trasporto eccezionale compresi: 200mila euro investiti in una delle eccellenze del nostro Paese, l’arte».
 
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