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Il Giornale delle Mostre

Versailles

Maria Antonietta regina del fado

Leoni all’uncinetto, aragoste e parrucche: la portoghese Joana Vasconcelos occupa la Reggia di Versailles

Joana Vascocelos a Versailles in un ritratto fotografico di Miguel Domingos. Courtesy Atelier Joana Vasconcelos

Versailles. Dopo Jeff Koons e Takashi Murakami, Joana Vasconcelos espone dal 19 giugno al 30 settembre nella Reggia di Versailles, che ogni anno accoglie 4 milioni di visitatori.
La fama dell’artista portoghese (nata a Parigi nel 1971, vive e e lavora a Lisbona) è in ascesa dopo la Biennale di Venezia del 2005, dove ha presentato «A Noiva» (la sposa), un grande lampadario fatto con più di 25mila tampax. Il suo intervento a Versailles sembra non meno provocatorio. «Come sarebbe la vita a Versailles se Maria Antonietta, esuberante e grandiosa, fosse trasferita nella nostra epoca?» si chiede la Vasconcelos, che afferma di «aver sempre pensato a Versailles nell’ambito della mia riflessione sul lusso e la cultura europea».
La sua mostra, dunque, è fatta di metafore e slittamenti di senso e l’autrice si interroga sul lusso, la bellezza e la questione femminile, tra estetica pop e tecniche sofisticate, il tutto velato di humour. Nei saloni della Pace e della Guerra ha sospeso due cuori, uno rosso e uno nero, realizzati con posate di plastica, che simbolizzano la passione e la morte e fanno eco alle pitture di Charles Le Brun e François Le Moine. Sullo sfondo, il fado di Amália Rodrigues evoca i concerti di Maria Leszczynska. Nell’Appartamento della Regina ha allestito una grande parrucca con capelli biondi artificiali sistemata su una forma ovale e uterina; nella Sala delle Guardie della Regina due grandi leoni in marmo nero ricoperti di un lavoro all’uncinetto bianco. Al Grand Couvert appaiono due enormi aragoste, ma l’artista è intervenuta anche nei giardini, con «Blue Champagne», un’opera monumentale composta da due strutture costruite con migliaia di bottiglie illuminate dall’interno, e con due padiglioni in ferro battuto.

© Riproduzione riservata

Anna Maria Merlo, da Il Giornale dell'Arte numero 321, giugno 2012


  • Joana Vasconcelos, Coração Independente Vermelho, 2005. Posate di plastica rossa trasparente, ferro dipinto, catena metallica, motore, installazione sonora (canzoni interpretate da Amália Rodrigues). 371 x 220 x 75 cm Museu Colecção Berardo, Lisbona. Salone della Pace - Château de Versailles Fotomontaggio | Foto: © Château de Versailles/ DMF, Lisbon/Courtesy Atelier Joana Vasconcelos
  • Joana Vasconcelos, Mary Poppins, 2010. Lana lavorata a mano ai ferri e all'uncinetto, tessuto in maglia industriale, stoffe, ornamenti, poliestere, cavi d'acciaio 700 x 600 x 600 cm Collezione dell'artista. Fotomontaggio | Foto: © Château de Versailles/ Peter Mallet/Courtesy Haunch of Venison, Londra
  • Joana Vasconcelos, «Blue Champagne», 940 x Ø 496 cm Collezione dell'artista; Courtesy Galerie Nathalie Obadia, Parigi/Bruxelles e Haunch of Venison, Londra

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