Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Aperto per restauri

Dentro le botteghe

Un convegno al British Museum è stato dedicato a tecniche e materiali dell’arte rinascimentale

«The Renaissance Workshop: The Materials and Techniques of Renaissance Art» è l’intitolazione del convegno tenuto al British Museum di Londra il 10 e 11 maggio scorsi, che si colloca fra le iniziative del progetto europeo Charisma, promosso da Bruno Brunetti dell’Università di Perugia (cfr. n. 315, dic. ’11, p. 31 e n. 317, feb. ’12, p. 26). Organizzato da un comitato presieduto da David Saunders, direttore del Laboratorio scientifico del museo, il convegno affrontava un soggetto di straordinario interesse, tale da coinvolgere potenzialmente tutti i ventuno soggetti che partecipano al Charisma, e soprattutto altamente interdisciplinare. Sull’argomento convergono difatti gli studi degli storici, le esperienze dei restauratori, le indagini degli scienziati; e quanto a quest’ultime, è da dire che negli ultimi anni si stanno raggiungendo risultati impensabili fino a poco tempo fa. Risulta oggi possibile identificare ampiamente i materiali costitutivi con analisi non distruttive a carattere fisico; nuove linee di ricerca si sono aggiunte (qui, ad esempio, Robert van Langh di Amsterdam con l’illustrazione delle tecniche neutroniche di imaging e diffrazione) e mezzi d’indagine più facilmente utilizzabili (come gli spettrometri portatili per le analisi di fluorescenza X; qui ad esempio nei contributi di Dylan Smith di Washington o del gruppo di Firenze sull’Altare d’Argento del Battistero). Si riesce dunque a caratterizzare con un altissimo grado di precisione i metalli costituenti le leghe, il che consente anche di distinguere, ad esempio, fra i bronzi originali del Giambologna e le più tarde repliche di Antonio e Gianfrancesco Susini. Per converso, lo studio della costruzione materiale dei Crocifissi lignei può aiutare (Peter Stiberc, dell’Opificio delle Pietre Dure) nelle distinzioni non facili fra i prodotti delle botteghe dei da Maiano, da Sangallo, da Montelupo. Due contributi insoliti ci hanno procurato una «full immersion» nei processi tecnici, fedelmente ripercorsi, con cui due artisti cinquecenteschi, il francese Bernard Palissy e il viennese attivo a Norimberga Wenzel Jamnitzer, calcavano direttamente animali e piante per ricavarne manufatti in ceramica invetriata o in metallo; verrebbe da dire, più veri del vero. Lucertole, scarafaggi, rospi, topi, gamberoni…procedimenti tecnici un po’ inquietanti, che era impossibile non correlare con gli insetti, le mucche, le pecore, gli squali di Damien Hirst esposti negli stessi giorni alla Tate Modern (cfr. n. 320, mag. ’12, p. 24). Altri contributi hanno fatto luce sugli aspetti dei procedimenti creativi, come l’intervento di Maria Clelia Galassi, dell’Università di Genova, sulle carte lucide usate per trasferire immagini da un supporto a un altro.
Da tutto l’abbondante materiale presentato al convegno, negli interventi orali e nei poster, si presentava più o meno esplicitamente un quesito di fondo al quale, purtroppo, soltanto di rado si riesce a dare risposta: quanto l’impiego di determinati materiali e mezzi tecnici rispondesse a un’intenzione specifica dell’autore in vista del conseguimento di personali risultati stilistici, e quanto rispecchiasse semplicemente tradizioni di routine o addirittura derivasse da circostanze casuali e contingenti.
© Riproduzione riservata

Giorgio Bonsanti, da Il Giornale dell'Arte numero 321, giugno 2012


Ricerca


GDA giugno 2019

Vernissage giugno 2019

Il Giornale delle Mostre online giugno 2019

Guida alla Biennale di Venezia maggio 2019

Vedere a ...
Vedere in Friuli giugno 2019

Vedere a Venezia maggio 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012