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Il Giornale delle Mostre

Basilea

Vip, vicevip, sottovip

Art Basel inaugura il preview di prima e di seconda classe

Kiluanji Kia Henda, «Redefining The Power III (Serie 75 with Shunnuz Fiel)» (2011), proposto dalla galleria Fonti di Napoli

Basilea. Sarebbe ingiusto accusare la 43ma edizione di Art Basel, diretta da Annette Schönholzer e Marc Spiegler, di non essere al passo con i tempi, ma la nuova edizione, che si apre per il pubblico dal 14 al 17 giugno, non rompe certo con la tradizione. Per gli habitué di questo appuntamento infatti, la differenza più significativa sarà l’ampliamento progettato dallo studio Herzog & De Meuron, che unirà i padiglioni 1 e 3 e che si aprirà il prossimo anno, e il prolungamento dell’ingresso vip, portato da uno a due giorni (il 12, appunto, e il 13 giugno).
I collezionisti più importanti sono accolti martedì 12 alle 11; la «seconda fascia» alle 15 dello stesso giorno. Entrambi i gruppi alle 11 di mercoledì 13, mentre l’ultima tranche sarà ammessa per il vernissage ufficiale, dalle 15 alle 20. Secondo gli organizzatori di Art Basel il risultato sarà un preview «più selettivo». Si dovrebbe così evitare l’indecorosa calca che si è vista all’edizione 2011,a quanto pare i collezionisti top, alcuni dei quali sono stati visti scavalcare le barriere al preview di prima fascia, non sono abituati a fare la coda, nemmeno in Svizzera. Una volta all’interno, i visitatori possono visionare la consueta scelta dei circa 250 espositori nella sezione Art Galleries (solo otto le new entry, oltre a due gallerie che tornano in fiera dopo una pausa, tra cui Eigen+Art, assente, tra le polemiche, lo scorso anno).
Del resto alle grandi fiere, a Basilea come a Maastricht, il turnover è inevitabilmente lento, e la concorrenza per esporre nelle sezioni centrali molto forte. «Moltissime gallerie conservano le loro opere migliori per la fiera, e abbiamo dei nuovi interessanti ingressi, come quello di Long March Space dalla Cina e Chemould Prescott Road da Mumbai», afferma Spiegler. Secondo lui, l’accusa di monotonia è infondata: «Negli ultimi tre anni c’è stato un turnover del 20%, che dimostra quanto sia dinamico il mondo dell’arte».
Non mancano comunque i cambiamenti. Art Unlimited per i progetti di grandi dimensioni ha un nuovo curatore, Gianni Jetzer, direttore dell’indipendente Swiss Institute Contemporary Art di Manhattan, mentre la sezione Art Feature propone 19 gallerie nuove su 20. L’itinerario all’aperto di Art Parcours, infine, si sposta nella zona di St Johann e propone tra gli altri opere di Pablo Bronstein e Los Carpinteros.

© Riproduzione riservata

Jane Morris, da Il Giornale dell'Arte numero 321, giugno 2012


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