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Il Giornale delle Mostre

Bellows: pubblico K.O.

George Bellows, «Dempsey and Firpo», 1924 Whitney Museum of American Art, New York, Acquisito con fondi di Gertrude Vanderbilt Whitney © Foto di Sheldan C. Collins

Washington D.C. George Bellows, pittore spiccatamente americano che abbandonò il baseball per giungere alla notorietà come artista nella New York degli inizi del Novecento, era nato lo stesso anno di Edward Hopper (1882) e un anno prima di Charles Sheeler. Ma mentre questi ultimi due finirono per associarsi al primo modernismo americano, Bellows morì giovane nel 1925, all’età di 42 anni, e «finì per dissociarsi dalle sue radici», afferma Charles Brock, assistente curatore per i dipinti americani e britannici alla National Gallery of Art di Washington, che ha organizzato la prima completa mostra, aperta dal 10 giugno all’8 ottobre, sulla breve ma prolifica attività dell’artista.
Anziché associarlo ad artisti più anziani, come il suo mentore Robert Henri, Brock mira a «reinserire Bellows nella storia complessiva del primo modernismo americano». Brock vede in Bellows un artista «che per molti versi era un pittore modernista assai sperimentale, che lavorò costantemente in svariati stili». In mostra si vedranno ad esempio «Forty-two Kids» (1907) e «Beach at Coney Island» (1908), due dipinti dagli stili così diversi che, secondo Brock, indurranno i visitatori a chiedersi: «Ma si tratta dello stesso artista?». «Salta subito agli occhi come Bellows fosse soggetto a molte influenze e interessato a soggetti diversi che reinventava in una miriade di modi», prosegue Brock.
Bellows ha sempre avuto un ruolo centrale nella storia dell’arte americana alla National Gallery of Art di Washington. Quando questa aprì i battenti nel 1941, un artista doveva essere morto da almeno vent’anni prima che le sue opere entrassero nella collezione; tale limite venne superato nel 1945, e «Both Members of This Club», un dipinto di Bellows del 1909, fu uno dei primi importanti dipinti americani a entrare nel museo. Nel 1957 fu proprio Bellows l’artista scelto per la prima mostra monografica organizzata dal museo, che a metà degli anni Sessanta acquistò «Blue Morning» e «The Lone Tenement», entrambi dipinti da Bellows nel 1909. La mostra è organizzata cronologicamente, dalle prime scene di strada a New York a quelle di scavo della Pennsylvania Station e immagini di boxe come «Stag at Sharkey’s» (1909) che al loro apparire, ricorda Brock, «scioccarono» il pubblico (nella foto, «Dempsey and Firpo», 1924). Si spazia da opere meno note, come le illustrazioni di scene di vita americana che Bellows realizzò su commissione, a una galleria dedicata alla sua opera basata sul rapporto del Bryce Committee sui crimini di guerra commessi dalla Germania nella prima guerra mondiale. Dal 14 novembre al 18 febbraio 2013 la mostra si sposterà al Metropolitan Museum of Art di New York e poi alla Royal Academy of Art di Londra.

E.M., da Il Giornale dell'Arte numero 321, giugno 2012


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